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Presentata al Santuario di Squillace la nuova edizione del libro dedicato alla Madonna del Ponte

Un ponte di memoria tra passato e presente

Un incontro che ha assunto i toni di una vera celebrazione della memoria collettiva. Si è svolto al Santuario della Madonna del Ponte, a Squillace (Cz), dove è stata presentata la nuova edizione del volume “Squillace – Santuario Madonna del Ponte”, opera del sacerdote don Domenico Cirillo, primo rettore del Santuario, oggi riproposta e curata dal nipote Carlo Mauro. Prima dell’avvio degli interventi, i partecipanti hanno potuto compiere un viaggio nel tempo attraverso una mostra di fotografie d’epoca che ritraevano il Santuario com’era circa cinquant’anni fa, immagini che hanno restituito scorci di un passato ancora vivo nel sentimento della comunità, creando un suggestivo collegamento con la storia narrata nel libro di don Cirillo.

Il Santuario della Madonna del Ponte sorge in una vallata ai piedi del colle di Squillace (Cz). In origine, attorno all’anno 1000, fu un romitorio dei monaci brasiliani.

La nuova edizione nasce dalla volontà di custodire e tramandare la memoria storica e religiosa del Santuario, restituendo alla comunità un’opera che rappresenta una preziosa testimonianza della devozione alla Madonna del Ponte e del cammino che questo luogo ha compiuto nel corso dei decenni.

In apertura dell’incontro, il giornalista Oldani Mesoraca, moderatore della serata, ha ricordato come don Cirillo fosse considerato un “prete vero”, profondamente devoto alla Madonna, e come il nipote Carlo Mauro abbia sempre nutrito un affetto speciale per lo zio, al punto da voler donare alla sua memoria e alla comunità una nuova edizione arricchita da foto e documenti inediti. Sono seguiti i saluti del sindaco Enzo Zofrea, che ha definito il Santuario una parte importante della storia di Squillace, un luogo del cuore. Ha ricordato il lavoro dei rettori che si sono succeduti (don Cirillo, don Emidio Commodaro e l’attuale padre Piero Puglisi) sottolineando come tutti abbiano contribuito a mantenere viva la devozione alla Madonna del Ponte. Custodire la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni, ha detto, è lo scopo profondo della nuova pubblicazione.

Nel suo intervento, Carlo Mauro ha parlato del Santuario come di un luogo caro alla storia e alla fede della comunità. Ha spiegato che molte persone sono legate a questo luogo e che la nuova edizione del testo di suo zio nasce dal desiderio di preservare una storia preziosa, raccogliendo tutto ciò che è stato fatto con uno sguardo rivolto al futuro. La mostra fotografica, ha aggiunto, testimonia i cambiamenti avvenuti nel tempo, mentre il volume integra il testo originario con nuovi contributi, le fasi del restauro, poesie, scritti, articoli, testimonianze sulla devozione del popolo squillacese. Ha ricordato anche il famoso bollettino del Santuario, lanciato da don Cirillo nel 1983 e spedito in tutto il mondo, oggi raccolto integralmente e donato insieme al libro al Comune di Squillace e al Santuario. «Non presentiamo solo un libro – ha detto Carlo Mauro – ma consegniamo alla comunità una memoria storica».

Il tavolo dei relatori in occasione della presentazione della nuova edizione del libro “Squillace – Santuario Madonna del Ponte”, opera del primo rettore del santuario squillacese, don Domenico Cirillo, oggi arricchita ed aggiornata da Carlo Mauro, nipote dell’autore.Il Santuario – ha detto l’arcivescovo Claudio Maniago – è un luogo che va cercato, raggiunto, vissuto”.

Padre Piero Puglisi, l’attuale rettore, ha invitato a rivolgere il ringraziamento più grande alla Madonna che accoglie tutti. Ha raccontato di aver visto, negli ultimi cinque anni, tante persone giungere in pellegrinaggio al Santuario per trovare ristoro, portando con sé storie di vita spesso difficili. Ha citato la vicenda di una donna malata di tumore che si recava spesso davanti alla statua della Madonna e ne usciva rigenerata, affidando prima di morire la sua famiglia alla protezione della Vergine. «La Madonna è un’àncora di stabilità» ha detto padre Piero, ricordando l’importanza di lavorare insieme (anche con il Comune, proprietario della struttura) per rendere il Santuario un punto di riferimento per la comunità e per l’intera arcidiocesi.

Presente anche il consigliere regionale Enzo Bruno, che ha ricordato don Cirillo come un sacerdote straordinario, citando altri preti del tempo, come don Rocco Cassadonte, che furono punti di riferimento autentici soprattutto per i giovani. Un saluto è giunto anche dal vicesindaco di Soverato, Emanuele Amoruso, anche a nome del sindaco Daniele Vacca e del presidente della Provincia Amedeo Mormile.

Le conclusioni sono state affidate all’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago, che ha parlato del Santuario come di un quadro con una cornice. Il quadro è il Santuario stesso, mentre la cornice è tutto ciò che don Cirillo ha realizzato con il libro e con le sue opere, affinché non si perdesse il senso della storia. Ha ricordato volti, sentimenti, storie di fede, sottolineando come il Santuario abbia un carisma particolare; non è una chiesa parrocchiale, è un luogo che bisogna cercare, raggiungere, vivere. Un’opera importante che va custodita con cura.

La manifestazione si è conclusa con la consegna ufficiale, da parte di Carlo Mauro al sindaco e al rettore del Santuario, della nuova edizione del libro e della raccolta completa dei bollettini della Madonna del Ponte, insieme agli attestati destinati ai protagonisti, anche alla memoria, del rilancio del Santuario. Un gesto che suggella un percorso di devozione, storia e comunità e che riafferma il valore di un luogo che continua a essere ponte tra passato e presente.