Sabato 24 gennaio la presentazione al Convento dei Frati Minori di Bisignano: intervista a fra' Giuseppe Murdaca e al maestro Luigi Vincenzo
“Tesoro infinito”, una Messa per coro in onore di Sant’UmileFra’ Giuseppe Murdaca, frate minore calabrese, attualmente a Vitulano (Benevento), presso la Basilica della Santissima Annunziata, impegnato nella pastorale vocazionale, da sempre accompagna la vita spirituale di giovani e coppie di fidanzati e sposi.
Lo conosciamo per i suoi acquerelli che hanno fatto il giro d’Italia, destando ammirazione e suscitando la preghiera di grandi e piccoli. Il Vaticano nel 2023 ha voluto che una sua opera pittorica venisse riprodotta su francobollo per la giornata mondiale dedicata al ripristino dell’ecosistema.

La pittura ma anche la musica -più in generale l’arte – sono per Frate Murdaca strumenti privilegiati di evangelizzazione. Da ultimo ha curato i testi della messa composta in onore di sant’Umile; il cd verrà presentato sabato prossimo, 24 gennaio, nel Convento di Sant’Umile a Bisignano. I testi sono stati musicati da Marco Venturi, maestro di cappella del Santuario di Collevalenza (Perugia), pianista, compositore, Direttore d’Orchestra e di Coro. L’opera è stata diretta dal Maestro Luigi Vincenzo, organista, Responsabile di Musica Sacra dei Frati Minori di Calabria.
Il M. Vincenzo ha promosso e organizzato rassegne che hanno visto esibirsi concertisti provenienti da varie città italiane ed estere: a Rende “Arintha Classica”, a Catanzaro “Cantemus Domino”, in collaborazione con il Conservatorio Statale di Nocera Terinese (Cz) e la Diocesi di Catanzaro. Il Maestro, inoltre, guida da tempo i lavori di manutenzione degli organi presenti nei Conventi francescani della Provincia e, grazie al suo impegno, organi imponenti e preziosi sono tornati a vibrare di musica sacra in diverse chiese francescane.
Abbiamo incontrato Fra’ Murdaca e il M. Vincenzo per conoscere più da vicino l’opera dedicata a sant’Umile.
Fra’ Murdaca, da dove nasce l’idea di una messa per Sant’Umile?
La messa è frutto della forte volontà di dare corpo agli scritti di sant’Umile da Bisignano. Sul finire del 2021, il Maestro Luigi Vincenzo aveva pensato al progetto di una messa in onore del Santo. Inizialmente la cosa non suscitò in me grande entusiasmo, perché sapevo di avere a che fare con le opere di un mistico: lavorare sull’esperienza interiore dell’anima che si unisce al divino mi impauriva un po’. L’occasione propizia di ripensare a questo progetto venne da “Fratel Covid” che, costringendomi all’isolamento forzato, fece sì che riprendessi in mano le preghiere di sant’Umile e maneggiassi con cura parole di mistica unione. L’atteggiamento con cui ho curato questo lavoro è stato quello della preghiera. Mi sono rivolto a sant’Umile stesso perché mi aiutasse a comprendere il suo sentire Dio. Ho modificato pochissimo le sue parole: anche se la lingua è quella del Seicento, si comprende bene.

Che tipo di interventi ha operato?
Ho adattato i testi scritti dal Santo perché venissero musicati dal compositore Marco Venturi, sotto la direzione del Maestro Luigi Vincenzo e con la partecipazione del Coro della Provincia dei Frati Minori.
Il lavoro è stato quello di limare qualcosa per rendere agevole la musica; creando, per esempio, una suddivisione per strofa e ritornello. I testi sono stati più volte da me rivisti e corretti, non tanto per un discorso letterario ma per la preoccupazione di non sciupare la loro bellezza.
A cosa si deve la scelta del titolo?
Il titolo “Tesoro infinito” lo ha suggerito il testo meraviglioso della preghiera “Colà anima mia”, in cui il Santo scrive espressamente “Colà vi è il tuo tesoro infinito”. Sant’Umile parla all’anima di fronte all’Eucarestia.
Quali parti della messa sono state da lei riscritte?
Le parti non fisse della santa messa: canto d’ingresso e canto di comunione. Il canto di offertorio “Offerta santa” è stato interamente scritto da me, perché le parole di sant’Umile non si adattavano bene a questo momento liturgico. Mi sono ispirato alla Lettera ai Corinzi di San Paolo: “Noi pur essendo molti siamo un corpo solo in Cristo Signore: come tanti chicchi di grano fanno un unico pane e tanti acini di uva fanno un unico grappolo”; e alla teologia di Sant’Agostino che mette in evidenza come offriamo, insieme a Gesù, la nostra vita al Padre.
Il canto d’ingresso “Lode alla Trinità” riflette il pensiero che sant’Umile rivolge al Padre al Figlio e allo Spirito Santo. Il compositore ha voluto che iniziasse con il ritornello “Sommergetemi, o Dio, nell’abisso di questo tempo di perfezione santa, che io viva consumato di te”: un’anima tutta in Dio.
Il Canto di comunione “Colà anima mia” è commovente: riporta il momento in cui sant’Umile ha ricevuto l’Eucarestia: “Colà anima mia, sta il divino e celeste Dio, sposo Tuo che viene dal Cielo per te; colà vi è il tuo tesoro infinito, colà sta il Buono e il Vago e tutto il Bello del Paradiso, amalo cuore mio, ricevilo anima mia, qui ti inebrierai, nella cella del tuo Gesù amabilissimo qui arderai e abbrugerai d’amore per Dio e per il tuo prossimo”.
Ci tengo a dire che il Maestro compositore è stato bravissimo: ha valorizzato meravigliosamente i testi.

Maestro Luigi Vincenzo, quale scintilla ha fatto nascere il desiderio di musicare le preghiere di sant’Umile?
Sicuramente la volontà di far conoscere Sant’Umile non solo in Calabria ma anche nel resto d’Italia. Ho cercato un compositore con il quale condividere questa intenzione e che potesse tradurre in note le idee del Santo e il gusto della musica suonata e cantata nei conventi francescani. Ho chiesto che fosse una musica semplice, orecchiabile, cantabile dall’assemblea, anche senza coro. Il M. Venturi ha fatto un ottimo lavoro e, già dopo il primo ascolto, la melodia è facilmente memorizzabile e cantabile, anche senza polifonia.
Il passo successivo immagino sia stato quello di mettere insieme testi e musica…
Sì, il lavoro importante e impegnativo di studio e confronto portato avanti da Fra’ Giuseppe Murdaca e il M. Venturi è durato circa sette mesi. Quotidianamente si sono scambiati idee e suggerimenti e il risultato finale è stato eccellente.
Quali sono stati i frutti immediati di questo lavoro d’insieme?
Oltre alla bella opera musicale, la nascita del Coro della Provincia dei Frati Minori di Calabria.
Per l’occasione, infatti, i cori dei vari conventi francescani calabresi si sono uniti, dando vita a un’unica bellissima realtà che ha offerto il suo contributo prezioso nell’incisione del disco. Tutti i brani sono, infatti, cantati dal Coro della Provincia.
Dove è stato registrato il cd che e chi coinvolge?
Il disco, edito dalla casa discografica “Movimento Classical”, è stato registrato a Mesoraca presso il Santuario “Ecce Homo”. Il primo giorno abbiamo registrato la messa insieme al Coro della Provincia; il secondo giorno un cd dal titolo “Salve, Regina”, organo e soprano, io suono e canta mia moglie, Nicoletta Guarasci.
Ha collaborato alla realizzazione del disco di Sant’Umile il Conservatorio Statale di Nocera: docenti di strumento e studenti di canto, che pure si esibiranno sabato, insieme ad altri straordinari interpreti.
Un lavoro meraviglioso quello della messa per Sant’Umile, dall’inizio alla fine: l’inno finale è stato scritto dall’amato padre Vittorino Serrao che, come molti sanno, fu organista presso la Basilica di San Pietro, in Vaticano.

