A Castiglione di Sicilia (Ct) nell'agosto del 1943
Quei prigionieri liberati alla vigilia dell’AssuntaUna bella storia, degna di essere raccontata. A Castiglione di Sicilia, avviene qualcosa di straordinario. È un Comune adagiato su una collina nel versante nord dell‘Etna, si trova al centro della valle che il fiume Alcantara scava tra Randazzo e Taormina.

Il 12 agosto 1943, un gruppo di militari tedeschi entrano nel paese e uccidono tutti gli uomini che incontrano per strada: le donne vengono risparmiate. I morti sono sedici, un numero contenuto dovuto al fatto che in quel momento la maggior parte della popolazione era rifugiata in una vicina galleria ferroviaria per sfuggire ai bombardamenti e ai pericoli della battaglia in corso nella zona.
I tedeschi completano l’opera con una retata che porta alla cattura di altri paesani, sempre uomini, da duecento a trecento, secondo le testimonianze raccolte in diverse occasioni. Si avvia subito una trattativa per la liberazione degli ostaggi, condannati alle esecuzioni. L’arciprete del tempo, dopo un tentativo fallito di dialogo con i tedeschi, prova un nuovo contatto con la mediazione di una suora.
Ma la vigilia della festività dell’Assunta, i prigionieri vengono rilasciati. Le truppe britanniche sarebbero arrivate due giorni dopo. Con riconoscenza e gratitudine, coloro che furono liberati accorsero dalla Vergine Maria in Basilica per ringraziarla. È con devozione, ancora oggi, i castiglionesi si riuniscono in preghiera per onorare la Santa Patrona: la Madonna della Catena, nella festa di agosto. Infatti, si ricorda nel borgo medievale l’anniversario dell’eccidio nazista, che ha segnato la storia del paese con la barbarie di uomini privi di scrupoli.

