Consegnati i riconoscimenti del Premio letterario Unitre Tropea. Nella sezione romanzi, vince Fortunato Costa con "Il debito e l'onore". Presentata l'antologia
Quando a sbocciare sono i fiori di cartaSi svolge da 16 anni, è suddiviso nelle 3 sezioni dei racconti senior, junior e romanzi, che nell’edizione 2026 hanno registrato, rispettivamente, 24, 8 e 15 partecipanti; da 5 anni tutti i racconti sono pubblicati in un’antologia, che presenta accuratamente i romanzi editi partecipanti al concorso.
Se bastassero i numeri a descrivere un fenomeno culturale come il Premio letterario nazionale “Scrivere, che passione!” organizzato per 17 anni consecutivi dall’Unitre Tropea di Vittoria Saccà, ammetterete che quelli enunciati sopra appaiono più che eloquenti.

Ma i numeri non bastano. Intanto perché, per questo evento, bisognerebbe snocciolarne tanti altri (le 2 giurie, i loro componenti, il numero delle realtà associative che fanno da corona all’Università delle Tre Età con l’attribuzione di premi speciali, il numero dei partecipanti che arrivano da fuori regione, e così via). E poi perché i numeri, da soli, non possono mai raccontare una manifestazione culturale che è fatta di passione, d’incontri, di sorrisi.

La conferma, una volta di più, s’è vista alla cerimonia di consegna di questa sedicesima edizione del Premio letterario, nella sala Albino del Tropis Hotel. La passione che sta dietro, si coglie sin dalle prime battute della presidente di Unitre Tropea: “Era il 15 luglio del 2009 – spiega Vittoria Saccà, scrittrice, giornalista e pittrice – quando il cuore dell’Unitre iniziò a battere anche qui, a Tropea, in questa bellissima città, perla non solo del Tirreno, ma di tutto il mondo. Il tempo corre e noi, insieme a lui, corriamo sempre alla ricerca di storie, ricordi e avventure raccontate da chi, come noi, ama la scrittura e la lettura. Una vera ricchezza per tutti noi, fatta di incontri, amicizia e momenti di convivialità con scrittori di ogni età sparsi per l’intera Nazione”.
La cultura umanistica e la lettura come strumento essenziale all’attività di un amministratore, è il filo conduttore del saluto del vice sindaco di Tropea, Massimo L’Andolina
E la serata è anche l’occasione per presentare l’antologia, la cui genesi è spiegata da Mario Vallone, l’lluminato editore che ne ha propiziato la nascita.

Questa quinta edizione del volume è dedicata al preside Pasquale D’Agostino, “intellettuale fine e uomo d’immensa cultura politica”, cofondatore del Comitato vibonese per la storia del Risorgimento italiano, fervente sostenitore dell’Unitre.
“Questa raccolta di «Racconti come fiori di carta» – dice dal canto suo il professore e architetto Giuseppe Lonetti, presidente generale della giuria del Premio – ci invita a fermarci, ad ascoltare e a ricordare, come nelle pause mentali di un lungo viaggio dove i panorami attraversati vengono sostituiti dalle storie raccontate da chi ha vissuto, ha amato, ha sofferto ed ha sperato, lasciando tracce indelebili nella memoria e nell’anima”.

È il professore Lucio Ruffa ad offrire un’interessante carrellata storica su “Il ruolo della donna nella storia e nella società contemporanea” (“un omaggio alle autrici, tante, che quest’anno hanno partecipato al concorso”) e, dopo una targa alla memoria dello scrittore Aldo Coloprico (con brano letto da Renato Albanese) consegnata alla moglie Carmelita Tripodi, la serata è giunta felicemente all’approdo della proclamazione dei vincitori, intervallata dal bel canto del soprano Gemma Fazzari accompagnata dal pianista Francesco Pata.
Per i romanzi, al primo posto il napoletano (oggi vive in Calabria) Fortunato Costa con “Il debito e l’onore”, Book Road, la storia di una donna albanese che fugge in Italia dove è costretta a prostituirsi ma poi, sostenuta dall’amore dell’uomo a cui si lega, trova la forza di lottare per la libertà e torna in Albania dove completa il suo riscatto.
Nella sezione racconti senior, vince Pierpaolo Fiore con “Lettera dagli abissi”. Per i racconti categoria junior, al primo posto Chiara Pontoriero con “Bellatrix sine gladio”.
C’è una vincitrice morale sullo sfondo (più spesso in primo piano, per la verità): è Tropea, che si conferma, così, comunità dal notevole fermento culturale. Lo avrà pensato anche il poeta sibarita Antonio Canonico, che per Tropea ha scritto, e letto, una lirica.

