Nato a Castrovillari, finora è stato parroco ad Acquaformosa (CS)
Mons. Raffaele De Angelis nominato Eparca di Piana degli AlbanesiPapa Leone XIV ha nominato vescovo eparchiale di Piana degli Albanesi di Sicilia (PA) mons. Raffaele De Angelis, del clero dell’Eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi, finora parroco di San Giovanni Battista ad Acquaformosa.

Nato a Castrovillari il 24 ottobre 1979, il nuovo Eparca ha compiuto gli studi filosofici e teologici presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, conseguendo il dottorato in teologia morale. Ordinato presbitero nel 2006, ha svolto numerosi incarichi: vicerettore del seminario eparchiale di Cosenza, vicario parrocchiale della SS. Salvatore, economo e membro del consiglio eparchiale per gli affari economici, del consiglio presbiterale e di quello regionale, assistente unitario dell’Azione cattolica e referente per la tutela dei minori. È stato docente di teologia morale fondamentale presso l’Istituto superiore di scienze religiose di Cosenza e insegnante all’Istituto teologico “San Francesco di Paola” di Catanzaro. Dal 2010 è parroco di San Giovanni Battista ad Acquaformosa.
Sentimenti di ringraziamento e di gioia ha espresso il vescovo , mons. Donato Oliverio, questa mattina nella Cattedrale di Lungro (CS), in un breve messaggio dopo l’annuncio della nomina di papas Raffaele De Angelis a nuovo vescovo di Piana degli Albanesi: “Un grande grazie a Papa Leone XIV – ha detto – che ha dato un nuovo pastore all’eparchia di Piana degli Albanesi. La diocesi di Piana attendeva la nomina di un nuovo pastore. Con l’arrivo del nuovo vescovo – ha proseguito l’Eparca calabrese – si apre lo spazio, un futuro e la possibilità di progettazione. È un momento importante per padre Raffaele, per la chiesa di Piana ma anche per la Chiesa di Lungro che vede con gioia un figlio essere eletto a successore degli apostoli”.

“Questo momento – ha aggiunto – ci esorta ad assumere alcuni sentimenti, anzitutto la lode a Cristo nostro pastore, perché nel succedersi dei pastori dobbiamo riconoscere Cristo”, ha detto il presule lungrese. “È lui che sorregge, guida e sostiene la Chiesa, questo ci deve far riconoscere la continuità della presenza di Cristo nostro pastore”. Sottolineando il ruolo delle Chiese eparchiali, mons. Oliverio ha evidenziato che “nella linea del Concilio vaticano II spetta a noi promuovere una migliore conoscenza dei grandi tesori spirituali contenuti nella tradizione orientale”.
“Abbiamo una funzione privilegiata – ha proseguito – che valga a tenere accesa e a ravvivare la fiamma dell’attesa unità tra le Chiese sorelle di Oriente ed Occidente”. Per mons. Oliverio, “questa Chiese sono state investite di una particolare missione ecumenica”.
Rivolgendosi a papas De Angelis, lo ha esortato affinché il suo sia “un ministero di annuncio, di gioia, di certezza cristiana”. In conclusione, “occorre guardare con speranza al futuro perché le nostre Chiese italo-albanesi hanno un grande avvenire, sia dal lato spirituale e religioso che dal lato culturale e umano”.