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Oggi è la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore

Marco Rubbettino: “In Calabria nuove librerie aperte da librai capaci e intraprendenti”

Dal 1996 il 23 aprile si celebra la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, istituita dall’Unesco per diffondere l’amore per la lettura e difendere la proprietà intellettuale.
Per l’occasione abbiamo intervistato Marco Rubbettino, Direttore Generale della nota Casa Editrice calabrese, sita a Soveria Mannelli (Cz), fondata nel 1972 dal padre Rosario, amante dei libri e della Calabria. Oggi è un’azienda di alta qualità, punto di riferimento di intellettuali, accademici, centri di ricerca.

Marco Rubbettino è il Direttore Generale dell’omonina Casa Editrice fondata dal padre Rosario nel 1972 a Soveria Mannelli (CZ).

La Giornata Mondiale del libro diventa occasione per festeggiare la bellezza della lettura o piuttosto per denunciare la decrescita dei lettori?

Il libro è forse il medium più antico e resiste strenuamente a tutte le morti annunciate, persino a quella già celebrata in pompa magna qualche anno fa in occasione dell’avvento dei dispositivi per leggere gli ebook.

Oggi i compiti che un tempo erano assolti solo dai libri vengono svolti da molti altri medium concorrenti. Persino l’intrattenimento seriale che una volta era affidato ai romanzi d’appendice, viene garantito dalle serie TV.

È vero, il numero dei lettori è soggetto a fluttuazioni ma sono certo che il libro non perderà il suo fascino. D’altro canto assistiamo anche alla crescita impetuosa di nuovi generi letterari specie tra i più giovani. Il libro potrà mutare forma, ibridarsi con altri medium, ma sono certo che continuerà a rimanere a lungo il nostro amico più fedele. Ecco perché ha ancora senso celebrarne la Giornata Mondiale.

Qual è lo stato dell’editoria, in particolare in Calabria?

L’editoria è un comparto maturo dell’industria culturale italiana. Se sommiamo tutti gli attori della filiera, da chi lavora sui contenuti fino a chi ne vende i prodotti, possiamo vedere come i numeri di lavoratori coinvolti sia imponente. È vero c’è qualche sofferenza, ma non siamo certo gli unici. 
Per quel che concerne la Calabria, negli ultimi anni il numero di editori è cresciuto e ci sono anche nuove librerie guidate da librai capaci e intraprendenti. I lettori in Calabria sono ancora in numero esiguo rispetto ad altre regioni ma qui il discorso sulle cause e i possibili rimedi ci porterebbe lontani. Certo è che se è vero che la lettura rappresenta un segnale di crescita culturale di una regione, allora sono necessarie azioni che coinvolgano famiglie, istituzioni e agenzie educative.

In un’epoca dominata dal digitale, che posto occupa oggi il libro cartaceo?

Credo che le dicotomie non servano a molto. Il libro cartaceo è un dispositivo di lettura che ha attraversato i secoli e rimane ancora oggi quello più pratico. Il digitale rappresenta una forma di lettura complementare, non alternativa. Gli ebook esistono ormai da un paio di decenni (il primo Kindle è stato messo in vendita nel 2007) ma rappresentano ancora una quota di mercato nettamente inferiore a quella occupata dai libri di carta.


Le risulta che leggono di più i giovani o gli adulti?

In genere si legge di più da giovani, si legge di meno quando si lavora o si ha famiglia e si riprende quando ci si affaccia alla pensione.

Può segnalarci tre titoli freschi di stampa o di prossima uscita?

Abbiamo di recente ristampato il «Carcere» di Cesare Pavese, in un’edizione curata da Monica Lanzillotta, un romanzo in cui lo scrittore di Santo Stefano Belbo ricostruisce la sua esperienza di un confino a Brancaleone che è stato non solo confino fisico ma anche confino dell’anima.

Proprio in questi giorni siamo poi in libreria con il secondo volume dei “Diari” di Ettore Bernabei che raccontano di un’Italia fatta di uomini di grande spessore politico, umano e intellettuale e nella quale anche il Direttore Generale della Rai rappresentava una figura importante per la costruzione del Paese e i legami con gli altri Stati.

Guardando ancora alla Calabria invece stiamo promuovendo il libro d’esordio di Saverio Gangemi, «Calùra», menzione speciale al Premio Calvino, presentato allo Strega da Massimo Onofri e, in questi giorni, finalista al Merano e al Siderno. Un esempio di letteratura che si richiama alla più grande tradizione di scrittori meridionali come Gesualdo Bufalino o il nostro Giuseppe Occhiato ma che guarda anche all’attualità di questo nostro tempo rovente.

Oggi è anche la Giornata Mondiale del Diritto d’Autore. I libri d’Autore sono ancora importanti nell’era digitale ma non sufficientemente protetti dal Diritto. Ritiene che le Leggi sul Diritto d’Autore siano aggiornate rispetto alle nuove tecnologie come l’AI?

No, non lo sono ancora. È necessaria una riflessione non solo tecnica ma che coinvolge la filosofia del diritto per capire cosa può essere inteso come opera dell’ingegno e cosa no e quanto una macchina possa agevolare i processi creativi di un individuo senza pregiudicarne l’originalità.

A chi sogna di pubblicare un libro cosa consiglia?

Di leggere tanto. Spesso molti autori sognano di pubblicare il loro libro senza prima conoscere il mondo culturale che li circonda. È una banale regola di mercato: se vuoi dare vita a un nuovo prodotto, impara prima a conoscere la concorrenza.