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L'arcivescovo Santo Marcianò al XX Forum dell'informazione cattolica per la custodia del Creato di Greenaccord

Lo sport, voce del verbo dare

PESCASSEROLI (AQ) – Il freddo nitido di Pescasseroli, la luce tersa che filtra tra gli alberi del Parco, e quella sala cinema colma di cuori che cercano un linguaggio nuovo per parlare di sport, di sostenibilità, di umanità. È in questo clima sospeso, quasi contemplativo, che Mons. Santo Marcianò, Arcivescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, ha preso la parola al XX Forum dell’Informazione cattolica per la custodia del Creato promosso da Greenaccord.

Mons. Santo Marcianò (a sinistra) interviene al Forum di Pescasseroli (AQ).

Il Forum era partito con un ricco panel: voci, volti, storie diverse, tutte raccolte attorno al tema dello sport sostenibile. A guidare le giornate Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord, che aveva aperto i lavori con la calma di chi parla non a una platea, ma a una comunità da custodire.

Cauteruccio, del resto, da anni porta avanti una convinzione semplice e profondissima:

i giornalisti non sono solo narratori, ma la voce viva delle comunità.

Nelle sue parole, l’informazione non è un mestiere tecnico, ma un’azione morale: una voce che può orientare scelte, accendere consapevolezze, perfino cambiare il passo di un territorio. Informare, per lui, non significa soltanto raccontare: significa custodire, accompagnare, sostenere, educare il cammino verso una sostenibilità possibile.

Mons. Santo Marcianò, arcivescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino.

Al centro del programma, l’intervento di Mons. Marcianò, originario di Reggio Calabria. Figura intensa, concreta, quasi domestica nella sua naturalezza, porta con sé un bagaglio che non si improvvisa: studi in economia, una lunga vita pastorale, anni di responsabilità come Ordinario Militare, e ora un episcopato che abbraccia due diocesi unite “in persona episcopi”.

Quando ha iniziato a parlare, il tono era quello di un uomo che ha visto molto e che continua a guardare avanti con fiducia. Non un discorso rigido, ma un racconto che saliva e scendeva come una camminata in montagna.

Ha toccato presto il cuore della sua riflessione: lo sport come amore.

«Non si tratta di amore, anzi, è amore», ha detto.

Alfonso Cauteruccio, Presidente di Greenaccord.

E quel video proiettato poco prima — atleti paralimpici, fragilità che diventano forza — sembrava rispondere alle sue parole con immagini ancora più eloquenti.

E all’improvviso quel grido sentito su spalti e palestre si è trasformato in una piccola rivelazione spirituale: ogni “dai!” è un invito a donarsi, a offrire qualcosa di sé, a mettersi in gioco davvero.

Poi, citando Papa Leone, si è soffermato sull’incitamento più universale delle nostre gare: «Dai!».

«È l’imperativo del verbo dare», ha detto sorridendo.

La sua riflessione è poi tornata al corpo — corpo come dono, corpo come compito, corpo come sacramento. Il corpo che nello sport diventa preghiera, disciplina, incontro. Il corpo che educa ad amare, a superarsi, a relazionarsi.

Alla fine, mentre il panel si scioglieva in saluti e strette di mano, è rimasta nell’aria la sensazione di aver attraversato un momento di bellezza condivisa. Di aver visto la spiritualità camminare in mezzo allo sport, senza separazioni. E la voce di Marcianò e quella di Cauteruccio continuavano a vibrare, come due timbri diversi dello stesso canto: un invito semplice, profondissimo, a dare.