Dopo l'operazione al Gemelli il grazie ai fedeli e lo sguardo alla ripresa
Leone XIV torna in Vaticano e recita l’AngelusROMA – A una settimana esatta dall’annuncio della malattia e a poche ore dalle dimissioni dal Policlinico Gemelli, Papa Leone XIV è tornato ad affacciarsi dalla finestra del Palazzo Apostolico per l’Angelus. Un ritorno molto atteso dai fedeli, accorsi tra Piazza San Pietro e Piazza Pio XII per manifestargli vicinanza e affetto dopo il delicato intervento chirurgico al polmone subito nei giorni scorsi.

Il Pontefice, apparso in condizioni rassicuranti, ha letto il testo preparato senza particolari difficoltà. La sua presenza ha rappresentato il segnale più concreto di una ripresa che procede secondo le indicazioni dei medici, dopo l’operazione che ha comportato l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro a seguito della diagnosi di adenocarcinoma.
L’emozione della piazza si è manifestata più volte attraverso lunghi applausi, soprattutto quando Leone XIV ha voluto ringraziare quanti gli sono stati vicini durante i giorni del ricovero.
“Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me. Ho sentito davvero il vostro sostegno! Grazie!”, ha detto il Papa, accolto da una nuova ovazione dei presenti.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche al personale sanitario che lo ha assistito durante la degenza. “Particolare riconoscenza esprimo ai medici agli infermieri e a tutto il personale del policlinico Gemelli”, ha affermato il Pontefice.
Leone XIV ha quindi condiviso una riflessione personale maturata durante la sua esperienza in ospedale, soffermandosi su quanti ogni giorno convivono con il dolore e la fragilità fisica. “Quest’esperienza – ha detto – mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità”.
Parole che hanno assunto un significato particolare proprio perché pronunciate all’indomani delle dimissioni e dopo un percorso clinico che ha tenuto con il fiato sospeso milioni di fedeli in tutto il mondo.

Il Papa ha poi guardato ai prossimi impegni del suo ministero, confermando la volontà di riprendere gradualmente l’attività pastorale. “Superata questa fase delicata, come sapete – ha detto – adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere”.
Prima della recita dell’Angelus, Leone XIV aveva commentato il Vangelo della domenica, incentrato sulla celebre espressione di Gesù: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Un invito, ha spiegato il Pontefice, a vivere le responsabilità civili e sociali con rettitudine e libertà interiore, anteponendo sempre la ricerca della giustizia e del bene comune. “In Gesù – ha detto – contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla”: “il suo Regno non toglie le cariche e le responsabilità umane. Chiede però di vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto il Regno di Dio e la sua giustizia”. “Essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene”, ha sottolineato Leone XIV indicando il profilo di chi “rende a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. “Preghiamo il Signore che ci aiuti ad essere così”, ha quindi concluso. Dopo la preghiera dell’Angelus non è mancato anche un riferimento alla Giornata Missionaria Mondiale, giunta quest’anno al centesimo anniversario. “Pensiamo a quanta storia missionaria in questi cento anni”, ha detto il Papa, invitando i fedeli a pregare “perché la Chiesa sia sempre fedele al mandato del Signore risorto: ‘Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura’”.
Al termine Leone XIV ha impartito la benedizione ai presenti senza mostrare particolari problemi nei movimenti, soffermandosi poi per alcuni istanti alla finestra per salutare la folla. Un gesto semplice ma significativo, che ha rassicurato i fedeli sulle sue condizioni di salute e ha trasformato questo primo Angelus dopo l’intervento in un forte messaggio di fiducia, gratitudine e speranza.

