Presente anche la Casa della Carità di Vibo Valentia: a quasi un anno dalla verifica della commissione regionale, ancora senza risposta la richiesta di aumento delle prestazioni
La crisi della sanità: presidio davanti l’ospedale JazzolinoLa Casa della Carità di Vibo Valentia ha aderito al presidio promosso dall’Osservatorio Civico, svoltosi come ogni ultimo sabato del mese davanti all’Ospedale G. Jazzolino, per richiamare l’attenzione sulle persistenti criticità del sistema socio-sanitario.

L’iniziativa ha registrato una partecipazione ampia e sentita: presenti utenti, familiari, operatori della struttura e numerosi cittadini vicini, anche sul piano affettivo, al servizio che la Casa della Carità svolge sul territorio ed attenti alle tante istanze portate avanti dai Comitati presenti. La struttura, accreditata per la riabilitazione ambulatoriale in ambito psichico e motorio, accoglie infatti un’utenza proveniente da tutta la provincia, in gran parte in età pediatrica ed evolutiva.
Il presidio si è svolto in una giornata fredda ma senza pioggia ed è stato animato anche dalla presenza dell’Osservatorio Civico e dei comitati territoriali della provincia, in particolare quelli di Serra San Bruno e Tropea. Presenti anche i sindaci di Vibo Valentia e Jonadi. Si sono susseguite testimonianze che hanno trasformato l’iniziativa in un momento intenso di denuncia e confronto pubblico.
Dal presidio è emerso un sentimento diffuso di smarrimento, legato a risposte che non sono arrivate e a tempi burocratici che hanno fatto perdere ogni certezza. La richiesta avanzata dalla Casa della Carità è stata quella di ristabilire una “normalità” nei tempi delle procedure amministrative e nelle risposte da garantire alle famiglie che chiedono supporto riabilitativo per i propri figli.

Attraverso il direttore della struttura, Giuseppe Lo Gatto, è stata ripercorsa la vicenda relativa all’aumento delle prestazioni: un iter avviato nel 2017 e inizialmente rigettato dalla Regione per la mancata certificazione del fabbisogno territoriale da parte dell’Asp. Nel 2021, una volta definito il fabbisogno regionale, la Casa della Carità ha ripresentato la richiesta.
L’iter si è concluso con la verifica della commissione regionale il 17 aprile 2025, ma, a distanza di quasi un anno, non è stato ancora fornito alcun riscontro, nonostante il pagamento dei diritti amministrativi necessari per il rilascio del decreto di accreditamento relativo all’aumento delle prestazioni.
“È normale tutto questo?”, si è chiesto il responsabile della struttura. Un interrogativo che assume un peso ancora maggiore se posto dai genitori ai quali è stato comunicato che i propri figli avrebbero dovuto attendere tre, quattro o cinque anni per accedere alle terapie.
Nel corso dell’iniziativa è stata inoltre illustrata la difficile situazione finanziaria della struttura, costretta a ricorrere ad anticipazioni bancarie pari a circa la metà del budget annuale, a causa dei pagamenti fermi al mese di settembre. Sono emerse anche le preoccupazioni dei lavoratori, legate all’incertezza sui futuri stipendi.

Per il comitato civico si è trattato del terzo anno di mobilitazione pubblica: i portavoce hanno denunciato come, nonostante le continue iniziative e segnalazioni, non siano stati registrati passi avanti concreti.
Il presidio si è concluso con il rinnovo della richiesta di un rapporto più chiaro ed efficace con la pubblica amministrazione, nel solco della missione originaria delle Case della Carità: servire il territorio, accogliere i bisogni e sostenere le persone più fragili. Un impegno che, è stato ribadito, potrà continuare solo in presenza di tempi certi e risposte adeguate.
Tra i momenti più toccanti, l’intervento spontaneo di Filippo, che ha raccontato il proprio percorso: arrivato alla Casa della Carità a sei mesi, oggi quasi diciottenne, ha ricordato come le prospettive iniziali fossero segnate da gravi difficoltà nel parlare e nel camminare. Ha espresso gratitudine per il cammino compiuto e ha rivendicato, con forza, il diritto di continuare a frequentare la struttura, così come tanti altri bambini.
Le sue parole hanno raccolto l’immediata solidarietà dei presenti, che hanno assicurato che la Casa della Carità non sarà lasciata sola e che continuerà ad essere sostenuta affinché possa proseguire la propria attività di servizio.

