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I bisogni della comunità, la sintesi tra visione e azione: De Cardona come Dossetti

Morano Calabro si conferma ancora una volta luogo simbolico di riflessione e progettualità con la VI Giornata De Cardoniana, un appuntamento ormai consolidato che richiama studiosi, amministratori, giovani e cittadini attorno alla figura di don Carlo De Cardona e al suo straordinario lascito sociale ed economico. L’edizione di quest’anno si è distinta per la profondità degli interventi e per la capacità di coniugare memoria storica e prospettive contemporanee, offrendo uno spazio di confronto vivo e partecipato.

A Morano Calabro (CS) i lavori della VI Giornata De Cardoniana.

Tra i momenti più significativi della giornata, particolare rilievo ha avuto l’intervento dei giovani del meeting di Bonifati, intitolato “La Calabria crocevia del Mediterraneo”. Un contributo che ha saputo intrecciare riflessione storica e tensione civile, proponendo una lettura originale e attuale del ruolo della Calabria nel contesto mediterraneo. Il cuore dell’intervento si è fondato sul pensiero di Giuseppe Dossetti, figura di primo piano della storia italiana del Novecento, padre costituente e protagonista di una visione politica profondamente radicata nei valori della solidarietà, della giustizia sociale e della partecipazione democratica. I ragazzi hanno richiamato l’attualità del suo insegnamento, sottolineando come la Costituzione italiana non sia soltanto un documento giuridico, ma un progetto di società che chiama ogni cittadino alla responsabilità.

Da questa base teorica è scaturito un interessante parallelismo con la figura di don Carlo De Cardona. Due percorsi diversi, ma accomunati da una medesima tensione etica e da un forte radicamento nei bisogni reali delle comunità. Dossetti, attraverso il suo contributo alla nascita della Repubblica, ha dato forma a un’idea di Stato fondato sulla dignità della persona e sulla centralità del bene comune. De Cardona, dal canto suo, ha incarnato questi stessi principi nella concretezza dell’azione sociale, promuovendo le casse rurali e contribuendo allo sviluppo economico e umano dei territori più fragili.

Da sinistra: Michele Leonetti (dottorando Unical) e Samuele Borrelli (studente Unical) entrambi impegnati nel progetto “La Calabria crocevia del Mediterraneo”; mons. Francesco Savino (vescovo di Cassano all’Ionio e vice presidente CEI); don Guido Quintieri, (direttore dell’Ufficio Pastorale sociale e del Lavoro della Diocesi di San Marco Argentano-Scalea) coordinatore del progetto e ideatore del Meeting che il 30 e 31 maggio prossimi vedrà a Bonifati (CS) la seconda edizione.

Il confronto tra queste due figure ha permesso ai giovani relatori di mettere in luce come il cambiamento autentico passi sempre attraverso una sintesi tra visione e azione. Se Dossetti ha indicato la direzione, De Cardona ne ha rappresentato una possibile attuazione concreta, dimostrando come anche nei contesti più difficili sia possibile costruire percorsi di emancipazione e crescita collettiva. “La Calabria crocevia del Mediterraneo” non è stato soltanto un titolo evocativo, ma una vera e propria chiave di lettura. I ragazzi hanno sottolineato come la regione, spesso raccontata attraverso stereotipi e criticità, possieda invece una vocazione naturale all’incontro tra culture, popoli ed economie. Una posizione geografica e storica che, se valorizzata, può trasformarsi in una risorsa strategica per il futuro.

In questo senso, il messaggio emerso è chiaro: recuperare l’eredità di figure come Dossetti e De Cardona significa riscoprire un modo di fare politica e comunità fondato sulla responsabilità, sulla solidarietà e sulla capacità di guardare oltre l’immediato. Significa, soprattutto, restituire centralità ai territori, riconoscendo nelle comunità locali il motore di uno sviluppo autentico e sostenibile. La VI Giornata De Cardoniana si è così confermata non solo come momento commemorativo, ma come laboratorio di idee e di speranza. L’intervento dei giovani del meeting di Bonifati ha rappresentato una testimonianza concreta di come le nuove generazioni siano pronte a raccogliere il testimone, reinterpretando il passato alla luce delle sfide contemporanee. In un tempo segnato da incertezze e trasformazioni profonde, Morano Calabro ha offerto un segnale forte: il futuro si costruisce a partire dalle radici, ma con lo sguardo rivolto lontano. E sono proprio i giovani, con la loro capacità di visione e il loro entusiasmo, a indicare la strada.