Dopo l'attacco di Trump al Pontefice, dalla Calabria la voce di mons. Savino, vice presidente della CEI
“Grave e inquietante ogni tentativo di delegittimare papa Leone XIV”“Le parole rivolte al Papa non sono soltanto un attacco alla sua persona: sono il segno di un impoverimento del linguaggio pubblico e, più in profondità, di una crescente insofferenza verso ogni voce morale libera”.
Non tarda ad arrivare a stretto giro di posta, la dichiarazione di Mons. Francesco Savino, Vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Vescovo della diocesi di Cassano All’Ionio, dopo l’attacco a Papa Leone XIV da parte del presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump.
Trump nelle scorse ore aveva avuto parole di fuoco per papa Leone XIV, in un inaudito attacco al leader della Chiesa cattolica, che ha scatenato immediate reazioni di condanna da parte dei credenti e delle isituzioni eccelesiastiche.

In quella che a tutti è sembrata una risposta alle crescenti critiche del pontefice al conflitto lanciato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e alle politiche migratorie molto rigide dell’amministrazione Trump, il presidente americano ha definito Leone XIV «debole contro la criminalità» e «terribile in politica estera». «Non voglio», ha detto, «un Papa che pensa che l’Iran possa avere l’arma atomica; non noglio un Papa che pensa che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che mandava massicce quantità di droga negli Stati Uniti e svuotava le proprie carcere mandando da noi assassini, spacciatori, killer. Non voglio un Papa che critica il presidente degli Stati Uniti perché sto facendo quel che avevo promesso di fare e per cui ho stravinto le elezioni».

E ancora: «Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua elezione è stata una sorpresa: è stato scelto dalla Chiesa solo perché americano, e perché hanno pensato che lui fosse il modo migliore per avere a che fare con il Presidente Donald J. Trump. Se non fossi stato alla Casa Bianca, lui non sarebbe Papa».
In risposta alle parole di Trump, è arrivato compatto il sostegno a Prevost da parte di tutto l’episcopato americano. In Italia, numerose le prese di posizione in favore del successore di Pietro, a partire da quella del Presidente del Consiglio: “Inaccettabili le parole le parole di Trump nei confronti del Papa – ha dichiarato Giorgia Meloni -, lo ribadisco con chiarezza”.

In ambito ecclesiale, forte si è levata dalla Calabria la voce del vescovo di Cassano all’ Ionio: “Quando il successore di Pietro – ha evidenziato mons. Francesco Savino, nella sua qualità di vice presidente della CEI – richiama il mondo alla pace, al dialogo e al primato della dignità umana non entra in una contesa politica: compie il suo dovere evangelico. Per questo – ha rimarcato – considero grave e inquietante ogni tentativo di delegittimarlo o di intimidirlo. In tempi segnati dalla tentazione della forza, la parola del Papa resta disarmata ma necessaria, perché ricorda ai potenti che il limite non è un ostacolo, bensì la condizione stessa della civiltà.
La pace – ha proseguito il vice presidente della CEI – non è un cedimento, né il Vangelo può essere piegato alle ragioni della sopraffazione. Il Papa non deve ‘regolarsi’ davanti al potere: deve continuare, come sta facendo, a parlare con parresia, soprattutto quando la guerra rischia di diventare una consuetudine della storia.
E forse – ha concluso mons. Savino – è proprio questo che inquieta: che esista ancora una voce capace di dire, con libertà e senza calcolo, che nessun potere è assoluto e che nessuna guerra potrà mai avere l’ultima parola”.

