Presentato all'Auditorium Amarelli il nuovo libro di Mons. Luigi Renzo
Corigliano-Rossano, pagine di storia condivisaL’istituzione del comune di Corigliano-Rossano è storia contemporanea. Porta la data del 31 marzo 2018 infatti, l’atto di nascita di quello che è diventato, con i suoi 346 chilometri di superficie, di gran lunga il più esteso comune calabrese e, con 74.000 abitanti, il terzo della regione per popolazione (dopo Reggio Calabria e Catanzaro).
Un altro primato, può riconoscersi al libro “Corigliano Rossano – Pagine di storia condivisa” se pensiamo che l’autore, mons. Luigi Renzo, è il primo ad avere studiato alcuni tra i più originali profili storici (alcuni inediti) della nuova entità politico amministrativa, considerandola però non come la fredda addizione di due fertili territori della Sibaritide, ma trattandola come un’unica comunità coesa e, soprattutto, provvista di una sola anima.

Il nuovo lavoro del vescovo emerito di Mileto, Nicotera e Tropea, per i tipi della Consenso Publishing di Giuseppe F. Zangaro, è stato presentato nell’Auditorium della Fabbrica rossanese di liquirizia (anche questo, un felice “unicum”), dove l’amministratore Fabio Amarelli ha salutato i convenuti (così tanti da lasciare stupiti) spiegando bene l’intreccio delle molteplici accezioni della parola “cultura”.

E non sarà stato per caso, se un’espressione ha fatto da comune denominatore, tra quelle usate nel susseguirsi degli interventi. Quell’espressione è stata “comunità empatica”: quella di cui si ha voglia, quella che va coccolata ed accresciuta, adesso che la collettività cittadina è bell’e fatta. I motivi sono nel patrimonio della storia, della religione, dell’archeologia (altro ambito di ricerca ben congeniale a mons. Renzo), che appartiene come uno scrigno prezioso alla popolazione corigliano-rossanese.

Un percorso lo ha tratteggiato il Presidente del tribunale di Matera, Riccardo Greco, nel suo intervento denso di accostamenti storici incastonati ad eventi familiari. Interventi, anche, del vice sindaco di Corigliano-Rossano, Giovanni Pistoia, e della Presidente Lions Club “Sibaris Rossano”, Rosa Occhiuzzi.
Quello scrigno è ricchissimo. Va approfondito. Va conosciuto. Dalle Laminette orfiche al Codice purpureo, da San Nilo al Castello ducale (dove il libro sarà presentato il 7 febbraio): è un passato che genera identità – ha concluso mons. Luigi Renzo – e, se avvertito come casa comune, dunque in maniera empatica, può trasformarsi in progetto.

