Il “Premio Don Mottola” ha una storia consolidata nel tempo, quanto significativa. Nasce infatti nel 1989, con l’intento di promuovere e incoraggiare iniziative di solidarietà e di crescita umana, nel segno degli insegnamenti ricevuti dal Beato. Ad organizzarlo, è la Fondazione che porta il nome del sacerdote tropeano salito in Cielo nel 1969 e proclamato Beato nel 2011. Presidente della “Fondazione Don Francesco Mottola” è il prof. Paolo Martino, cha ha aperto la manifestazione dell’edizione 2026 illustrando, anche, le attività e il bilancio del decorso anno sociale.Quest’anno il Premio – ha poi spiegato – è contrassegnato dalla celebrazione della prima Enciclica di Leone XIV, la «Magnifica Humanitas»”.
L’evento per la per la consegna del Premio don Mottola 2026 si è svolto presso il Salone della Casa della Carità nel centro storico di Tropea, nella mattinata di domenica 28 agosto.Nel suo saluto, la Sorella maggiore delle Oblate del Sacro Cuore, Rosetta Costa, ha sottolineato l’importanza del promuovere il bene parlando, così come fa il Premio, delle iniziative svolte con questa finalità sui territori. “Le notizie che ascoltiamo ogni giorno – ha detto – sembrano in prevalenza di segno opposto, perché un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce, ma la foresta cresce, e conoscere il bene aiuta a farlo”.
Il vescovo di Mileto, Nicotera e Tropea, mons. Attilio Nostro, ha tenuto un’ appassionante relazione sull’Enciclica di Papa Leone “Magnifica Humanitas”, tema del convegno nella prima parte del Premio Don Mottola 2026. “Con l’intelligenza artificiale si sta aprendo un’epoca, se non una vera e propria era nuova”, ha detto il presule, che di questo primo e fondamentale documento di papa Prevost ha tracciato un profilo teologico. “Il delegare all’algoritmo ci sottopone ad una dittatura silenziosa – ha detto tra l’altro mons. Nostro -, il compimento della persona umana passa dall’esercizio della scelta; la tecnologia allude al superamento del limite umano, ma il limite, attivando la relazionalità, è la grandezza dell’uomo.”
La giornalista e scrittrice Vittoria Saccà, Presidente del “Premio don Mottola”, ha quindi coordinato la cerimonia del conferimento dei riconoscimenti, giunti quest’anno alla 34esima Edizione, illustrando anche il percorso di valutazione che ha portato alle scelte, effettuate all’unanimità dal Comitato da lei presieduto.
Per la sezione Cultura, il Premio Don Mottola 2026 è andato ad Eugenio Attanasio, legale rappresentante della “Cineteca della Calabria” che a sede a Catanzaro, con la seguente motivazione: «Diretta dal regista Eugenio Attanasio, la Cineteca della Calabria ha realizzato il documentario e volume “In cammino con Gioacchino”, che valorizza la figura dell’Abate Gioacchino da Fiore, teologo e mistico calabrese che anticipò profondi tratti spirituali (tra cui la calabresità”), che si manifestarono secoli dopo nel pensiero e nell’opera del Beato Don Francesco Mottola».
Per la sezione Beneficienza, il Premio don Mottola 2026 è andato a Bruna Sacchi, legale rappresentante dell’Associazione “Nati per amare Odv” di Catanzaro. Questa la motivazione: «L’Associazione, guidata dalla dottoressa Bruna Sacchi, impegnata attivamente nel sociale per sanare situazioni economiche e morali impellenti, accoglie, ascolta, consiglia, indirizza, e inserisce ragazzi che hanno lasciato la scuola in corsi di formazione, riflette lo stile, i carismi e la spiritualità del Beato Don Francesco Mottola che accoglieva con amore “i nujiu du mundu”»
Un attestato di benemerenza, inoltre, è stato consegnato a Rocco Carbone, in memoria di Giuseppe Pavia, di S. Eufemia d’Aspromonte . “Dirigente di Azione Cattolica – dice la motivazione dell’attestato – , ha servito nella Polizia di Stato. Nella sequela del Beato Francesco Mottola ha operato con zelo e totale oblazione per la rigenerazione spirituale della Chiesa e della società”. Sulla figura di Peppino Pavia, Rocco Carbone ha scritto un lavoro.