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Il vescovo Nostro ha presieduto nella Concattedrale di Tropea la solenne concelebrazione per il 32esimo anniversario del transito in Cielo della Serva di Dio

“Come Irma Scrugli, servi della felicità altrui”

Una solenne celebrazione eucaristica presieduta nella concattedrale di Tropea dal vescovo diocesano, mons. Attilio Nostro, ha contrassegnato il 32esimo anniversario della morte della serva di Dio, Irma Scrugli, che per 60 anni è stata la Sorella Maggiore delle Oblate del Sacro Cuore del beato Francesco Mottola.

La Santa Messa nella concattedrale di Tropea, in occasione del 32esimo anniversario del transito in Cielo della serva di Dio, Irma Scrugli.

“Il cuore del re è un corso d’acqua in mano al Signore”: l’omelia del presule è partita da questa frase della Lettura del giorno, tratta dal libro dei Proverbi. “Questo tema mi è molto caro  – ha spiegato mons. Nostro – perché è il tema della regalità, uno dei tre doni, il più importante, che riceviamo il giorno del nostro battesimo, insieme al sacerdozio ed alla profezia. La regalità – ha continuato il vescovo –  ci fa assomigliare a Cristo, che è venuto non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per tutti. Perciò il suo istinto non è quello della conservazione, ma dell’oblazione”.

La serva di Dio Irma Scrugli (1907-1994) con alcune bambine della Casa della Carità.

)Richiamando poi il Vangelo (Luca 8, 19-21), mons. Nostro ha spiegato che “il vero valore di Maria non è stato diventare la mamma di Gesù, ma diventare figlia, diventare la prima discepola ed essere diventata mamma dei discepoli di suo figlio. E allora Gesù sta dicendo una  cosa importante: «Se tu vuoi essere familiare mio, ascoltami, accoglimi,  diventami un discepolo, mettiti dietro di me e seguimi». E questo – ha concluso il vescovo – ottiene a noi la possibilità di diventare autenticamente dei padroni di noi stessi, della nostra vita, e servi della felicità altrui: così ha vissuto Irma Scrugli e così siamo chiamati a vivere anche noi”.