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L'iniziativa del vescovo, mons. Francesco Savino. Sarà diretto dal sacerdote lucano don Marcello Cozzi

A Cassano Jonio un Osservatorio diocesano sui fenomeni mafiosi

Un osservatorio sui fenomeni mafiosi e per la legalità. Su volere del Vescovo di Cassano All’Jonio, Mons. Francesco Savino, è stato ufficializzato nel corso di una conferenza stampa, per rispondere in maniera concreta al fenomeno mafioso. Il presule, ha spiegato come il progetto nasca “dall’esortazione Evangelii gaudium di Papa Francesco, che invita la Chiesa a uscire dalle mura e ad essere presente nelle situazioni di disagio e violenza là dove c’è sofferenza e sangue versato. La Chiesa – ha evidenziato Mons. Savino -, è chiamata a stare dove c’è sofferenza, dove la dignità è calpestata, dove il Vangelo deve diventare parola incarnata”. “È tempo di osare, è tempo di coraggio, è tempo di profezia. Vogliamo attivare processi di cambiamento e l’osservatorio obbedisce soprattutto all’obiettivo di osservare, approfondire e capire le cause dei fenomeni malavitosi”, ha aggiunto.

Don Marcello Cozzi (a sinistra) guiderà l’Osservatorio dei fenomeni mafiosi e per la legalità, voluto nella diocesi di Cassano all’Jonio dal vescovo Francesco Savino.

A guidare l’osservatorio, sarà don Marcello Cozzi, lucano, sacerdote impegnato da decenni sul versante del disagio sociale, nell’educazione alla legalità, nel contrasto alle mafie e nell’accompagnamento ai pentiti di mafia e ai testimoni di giustizia. Attualmente, è docente di Teologia in alcune università pontificie e Presidente della Fondazione nazionale antiusura “Interesse uomo”. È stato Vicepresidente nazionale di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Vicepresidente nazionale della F.A.I. – Federazione Italiana delle Associazioni antiracket e antiusura e ha collaborato con la Commissione di studio sulla scomunica alle mafie presso il Dicastero Vaticano per il Servizio dello Sviluppo umano integrale.
“L’osservatorio – ha rimarcato il Vice presidente della Cei – nasce con l’obiettivo di interferire con gli affari delle mafie. Uno strumento di cui la chiesa si dota per dire a se stessa, e al territorio intero, che il contrasto alle mafie non può essere soltanto questione di pochi, ma deve interessare l’intera comunità, a partire dalla chiesa che ha sempre annunciato il Vangelo come forza di liberazione. Fornirà un supporto concreto e qualificato alle vittime di estorsioni, usura, corruzione, sopraffazioni mafiose, e alle loro famiglie.

Tra le azioni più importanti – dal canto suo ha sottolineato don Cozzi -, vi è prima di tutto l’accompagnamento delle vittime, per liberarle da ogni forma di schiavitù e far capire a chi subisce la prepotenza mafiosa che non deve sentirsi solo ma che c’è una comunità che è pronta ad accompagnarlo e a sostenerlo”.