Per decenni parroco a Cariati (Cs)
Don Alessandro Vitetti proclamato VenerabilePapa Leone XIV ha autorizzato la promulgazione del Decreto sulle virtù eroiche. Gioia grande a Cirò, a Cariati e in tutta l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati. Si apre la strada verso la Beatificazione. C’è una data che da oggi entra nella storia della Chiesa calabrese: il 24 ottobre 2026. Durante l’Udienza concessa al Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, il Santo Padre ha autorizzato il medesimo Dicastero a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Alessandro Vitetti, Sacerdote diocesano, nato il 12 ottobre 1915 a Cirò e morto il 24 febbraio 1995 a Cariati.

Don Alessandro è da oggi Venerabile della Chiesa Cattolica. È una bella notizia per la Calabria. Una notizia attesa da trent’anni, da quando quel parroco minuto e sorridente chiuse gli occhi a Cariati, lasciando dietro di sé una scia di bene che non si è mai spenta. Nato a Cirò, nella Sila crotonese, il 12 ottobre 1915, in una Calabria povera e ferita, Alessandro Vitetti sente presto la chiamata al sacerdozio. Ordinato sacerdote, sceglie di rimanere nella sua terra, di non cercare onori, di vivere fino in fondo la sorte del suo popolo.
Per decenni è stato parroco a Cariati. Non il parroco delle grandi opere in pietra, ma il parroco delle persone. Uomo di preghiera instancabile, celebrava la Messa come fosse sempre la prima. Il suo breviario era consumato, il suo rosario non lasciava mai le sue mani. La gente lo ricorda così: sempre in mezzo alla gente. Non in sacrestia ad aspettare, ma per le strade, nelle case dei malati, nei campi, al porto tra i pescatori. La sua casa canonica è stata per decenni aperta a tutti. Un piatto di minestra, un consiglio, una benedizione. Nessuno bussava invano.
Se c’è un luogo che racconta don Vitetti, è il confessionale. Non un tribunale, ma un luogo di misericordia. Stava lì ore, fino a tarda sera, ad ascoltare, a consolare, a rimettere in piedi le vite spezzate. Molti sacerdoti di oggi, molti padri e madri di famiglia, hanno trovato lì la direzione per la loro vita. La sua carità era silenziosa, quasi nascosta. Verso i poveri, che non faceva mai sentire umiliati. Verso i malati, che visitava ogni giorno, anche sotto la pioggia, a piedi. Verso i giovani, a cui parlava con un linguaggio semplice, diretto, senza fronzoli: “Prega, lavora, vuoi bene”. Ha vissuto il Vangelo nella quotidianità. Senza clamore. Con fedeltà eroica.
Con il Decreto di oggi la Chiesa riconosce ufficialmente che don Alessandro ha vissuto in grado eroico le virtù teologali – fede, speranza e carità – e le virtù cardinali – prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. È un passaggio giuridico e spirituale decisivo. Finora era Servo di Dio. Da oggi è Venerabile. Può essere invocato con questo titolo in tutta la Chiesa. Il prossimo passo verso la Beatificazione sarà il riconoscimento di un miracolo avvenuto per sua intercessione. La Postulazione dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati sta già raccogliendo testimonianze e segnalazioni di grazie. La santità di don Vitetti è una santità calabrese, semplice, concreta, fatta di rosario, di fatica, di porta sempre aperta. È la santità del quotidiano, quella che non fa notizia sui giornali, ma che cambia il cuore delle persone. Oggi Cirò lo ricorda come figlio, Cariati come padre. Ma tutta la Calabria lo può invocare come intercessore.

