Il ringraziamento a nome della Famiglia Oblata di don Francesco Sicari al vescovo di Mileto Nicotera e Tropea, al termine della Santa Messa per il quinto anniversario della Beatificazione
“Don Mottola ascoltò il grido della sofferenza delle famiglie, attualizzato dalla Lettera Pastorale del vescovo Attilio Nostro”«Eccellenza Reverendissima,
al termine di questa celebrazione desidero rivolgere, a nome della Famiglia Oblata e di tutta la comunità, un sentito e fraterno grazie a lei per aver voluto presiedere questa Eucaristia nel quinto anniversario della beatificazione del nostro Beato Francesco Mottola.
Questo momento segue quello che abbiamo vissuto il 30 giugno, festa liturgica del Beato Francesco Mottola, e ci offre un’altra preziosa occasione per fermarci e domandarci, come Famiglia Oblata, come Chiesa diocesana e come concittadini di don Mottola: qual è l’eredità che ci ha lasciato? E come possiamo incarnare oggi il suo carisma? Il quinto anniversario non può essere soltanto una ricorrenza da celebrare. Deve diventare una domanda rivolta alla nostra vita, una provocazione spirituale.

Don Mottola ci ha insegnato che non si può amare veramente Dio senza avere occhi e cuore per l’uomo. La sua spiritualità tiene insieme, in maniera straordinariamente attuale, contemplazione e carità, preghiera e servizio, silenzio davanti a Dio e attenzione concreta alle persone, soprattutto ai poveri e agli ultimi.
È proprio questo sguardo che vorremmo imparare nuovamente da Lui.
In questo contesto, sentiamo quanto sia significativo il tema della famiglia, che lei, Eccellenza, ha posto al centro della sua Lettera pastorale per questo nuovo anno 2026/2027.
La famiglia, infatti, è spesso il primo luogo nel quale incontriamo la fragilità: quella degli anziani, dei bambini, dei malati, delle relazioni ferite, dei giovani che non trovano il loro posto nel mondo e si rifugiano nelle dipendenze di ogni genere, delle famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, delle coppie che attraversano momenti di crisi, delle famiglie segnate dal lutto. Ma la famiglia è anche il primo luogo nel quale possiamo imparare la compassione, la pazienza, il perdono, la cura e la prossimità.
Per questo il suo sguardo pastorale sulla famiglia, Eccellenza, ci sembra profondamente in sintonia con lo sguardo di don Mottola. Come ben sappiamo, un giorno il giovane sacerdote don Mottola, camminando per le vie di Tropea, vide ciò che forse molti vedevano, senza guardare. Entrò con lo sguardo di Dio nella povertà dei tuguri, si lasciò interrogare dalla sofferenza della sua gente e comprese che quella realtà non poteva più essere soltanto osservata: doveva diventare una responsabilità personale e comunitaria. Il grido degli ultimi divenne il suo grido, condiviso con la serva di Dio Irma Scrugli. E da quel grido nacquero le Case della Carità, luoghi nei quali chi una famiglia non l’aveva, o non poteva più contare sulla propria famiglia si sentiva a casa, in famiglia appunto.
La prima Casa della Carità, quella di via Abate Sergio, l’8 dicembre prossimo celebrerà i novant’anni dalla fondazione. Novant’anni nei quali quella intuizione di don Mottola continua a dirci che nessuno deve sentirsi escluso, dimenticato o abbandonato. Nella sua Lettera pastorale, Eccellenza, lei ci consegna una frase che questa mattina vorremmo fare nostra: «Questa lettera nasce da loro ed è anzitutto un grido di amore, una preghiera che le famiglie elevano a Dio». E poi ci pone una domanda che non possiamo lasciare cadere: «Noi sapremo sentirlo, intercettarlo e farlo diventare il nostro grido?» È una domanda che sembra risuonare attraverso il tempo.
Don Mottola quel grido lo sentì. Lo intercettò. E lo fece diventare il suo grido. Oggi tocca a noi. Tocca alla Famiglia Oblata, tocca alla nostra Chiesa diocesana, tocca alle nostre comunità cristiane. Sapremo ascoltare il grido delle famiglie del nostro tempo? Sapremo riconoscere le loro ferite senza giudicarle? Sapremo diventare presenza, consolazione, accompagnamento e speranza? Forse è proprio questo uno dei modi più autentici per mantenere vivo il carisma di don Mottola: non semplicemente parlare di lui, ma imparare a guardare il mondo con i suoi occhi e ad amare con il suo cuore.
Eccellenza, desidero ringraziarla sinceramente per questa Lettera pastorale e per l’attenzione che ha voluto riservare alla famiglia. La sua scelta ci ricorda che la Chiesa non può essere distante dalle fatiche delle famiglie, ma deve saper stare accanto a loro con uno sguardo misericordioso e compassionevole, come quello di don Mottola. Oggi, Le affidiamo, inoltre, un desiderio che portiamo nel cuore come Famiglia Oblata: poter incontrare Papa Leone XIV in un’udienza privata, insieme agli Oblati e alle Oblate del Sacro Cuore. Proprio nel quinto anniversario della beatificazione, le chiediamo di aiutarci a rendere possibile questo incontro. Vorremmo poter presentare al Santo Padre la nostra Famiglia, la storia e il carisma di don Mottola e, soprattutto, il desiderio di continuare a servire la Chiesa con quella stessa passione per Dio e per l’uomo che ha caratterizzato la sua vita.
Infine, questo anniversario deve diventare anche un tempo di preghiera più intensa per la canonizzazione del nostro Beato. Chiediamo al Signore, per intercessione del Beato Francesco Mottola, una nuova grazia straordinaria che possa essere riconosciuta dalla Chiesa come miracolo e aprire così la strada alla sua proclamazione come Santo. La Postulazione della Causa di canonizzazione invita pertanto quanti ritengano di aver ricevuto una grazia per intercessione del Beato Francesco Mottola a comunicarla, affinché possa essere raccolta e sottoposta alle necessarie valutazioni.
Voglio concludere con una breve preghiera: O Beato padre Francesco Mottola, insegnaci a contemplare il volto di Cristo e a riconoscerlo nel volto delle persone che ci sono affidate; insegnaci a fare delle nostre comunità vere famiglie, capaci di accogliere, custodire e amare soprattutto chi è più fragile. Eccellenza, grazie per la sua presenza, per la sua paternità e per il dono della sua Lettera pastorale».
(*) Fratello Maggiore Sacerdoti Oblati del Sacro Cuore

