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Sono circa 200 fra Italia, Spagna e Messico

Le custodi della preghiera a Paola: le monache Minime di San Francesco

Non è San Francesco a fondare direttamente un monastero, ma nasce da una richiesta dal basso. Nel 1489, a Andújar (Andalusia), un gruppo di pie donne guidate da Catalina Manrique, cugina del Vescovo, scrive a Francesco di Paola – allora già famoso alla corte di Francia – chiedendo una regola di vita secondo il suo stile di penitenza.
Francesco risponde con una lettera e manda loro la sua prima Regola, adattata alla vita femminile. È il primo monastero: Nuestra Señora de la Victoria di Andújar. L’approvazione pontificia arriva con Giulio II, il 28 luglio 1506, con la bolla Inter caeteros. Lì viene fissato giuridicamente il II Ordine.

ll monastero delle Monache Minime a Paola. Il 20 settembre 1987, Mons. Dino Trabalzini, Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, poneva la prima pietra del monastero, la quale era stata benedetta precedentemente dal Papa San Giovanni Paolo II in occasione della sua visita al monastero delle Minime a Grottaferrata l’8 settembre 1980.

Cosa le rende uniche. È identica nella sostanza a quella dei Frati, opera originale del Fondatore: vita eremitica e comunitaria insieme, tutta centrata sulla preghiera, la penitenza e la carità. L’abito: tonaca di lana nera grezza con larghe maniche, scapolare, cordone con 5 nodi (le 5 piaghe di Cristo), velo nero, motto CHARITAS sul petto, che secondo la tradizione Francesco vide apparire in cielo sorretto da San Michele. I 4 voti: povertà, castità, obbedienza e il quarto voto di vita quaresimale perpetua. Per tutto l’anno, anche a Natale e Pasqua, niente carne, uova, latte, burro, formaggio. Solo se malate gravi, con certificato del medico. È l’elemento più radicale dell’Ordine. Un digiuno molto prolungato per oltre metà anno.
Le superiore non si chiamano Badesse ma Correttrici, perché “correggendo prima se stesse, correggano con carità le suore affidate” (Regola, cap. X).

La storia. Dopo Andújar, la fondazione più importante in Italia: 1532 Palermo – Monastero di Santa Maria della Grazia, per opera di Caterina Ventimiglia. 1542 Lecce. Poi Roma (oggi trasferito a Grottaferrata, sulle colline romane), Messina, Napoli, Torino, Treviso, Reggio Emilia. Con le soppressioni napoleoniche e poi del Regno d’Italia (1866), quasi tutti i monasteri italiani vengono chiusi. Sopravvivono solo 9 monasteri spagnoli.

Nel 1956 si riuniscono in Confederazione delle Monache Minime di San Francesco di Paola, riconosciuta dalla Santa Sede, per mantenere l’unità. Vi aderiscono poi i due monasteri rimasti in Italia: Grottaferrata e Todi (fondato nel 1977). Il Monastero di Paola – Gesù e Maria. È una fondazione simbolica.

Per secoli Paola, paese natale del Santo, aveva il grande Santuario dei Frati ma non aveva le Monache. Nel 1970 i tre rami dell’Ordine (Frati, Suore Terziarie Minime e Monache) decidono di donare alla cittadina l’espressione completa del carisma. La prima pietra viene posata nel settembre 1980, alla presenza del Correttore Generale dei Minimi e della Madre Generale delle Minime. È stato inaugurato e completato nel 1993. Oggi ospita una piccola comunità in clausura stretta che vive di lavoro manuale, preghiera del Breviario e Adorazione. Sono le custodi della preghiera a Paola quando il Santuario chiude le porte.

È un Ordine piccolo, meno di 200 monache in tutto il mondo (Spagna, Italia, Messico), ma proprio per questo molto fedele all’intuizione originaria: “Noi siamo i Minimi”, gli ultimi.