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Pubblichiamo la risposta di Enzo Bianchi alla lettera, citata da don Pasquale Russo nel suo ricordo, per Parva Favilla, del fondatore della Comunità monastica di Bose, deceduto ieri all'età di 83 anni.

“Caro Pasquale, dilatiamo lo sguardo e il cuore, fino a vedere la creazione e i fratelli con gli occhi di Dio”

“Caro Pasquale, grazie di cuore per la bella densa lettera che mi hai scritto. Mi ha rallegrato ricevere tue notizie e sapere che il tuo tempo sabatico sta procedendo bene ed è arricchito dei nuovi incontri e rapporti, dei luoghi artistici e naturalistici visitati, dalla preghiera, dal silenzio e dal raccoglimento interiore. Ricordo la tua recente visita a Bose in occasione del corso di esercizi lo scorso giugno e con i miei fratelli e le mie sorelle voglio ridirti che saremo sempre felici di accoglierti tra di noi, anche solo per riposare e sostare nella pace e nel silenzio di Bose.

Enzo Bianchi (1943-2026) è stato, e continua ad essere con le sue pubblicazioni, un maestro di spiritualità per tante generazioni di cristiani.

Ho letto con attenzione quanto mi scrivi e condivido alcune tue impressioni sulla vita ecclesiale. Penso al riferimento contenuto nella tua lettera alle nuove generazioni; alla tentazione di testimoniare in modo spettacolare la propria fede, quando invece dovremmo tenere nell’orizzonte delle nostre comunità (parrocchiali, monastiche, ecclesiali) la logica evangelica del “piccolo gregge”; all’altra tentazione di conformare la fede cristiana alla mentalità odierna, di livellarla ai bisogni etici della società, senza trasmettere quella «differenza» cristiana cui dovrebbe portare un’esistenza vissuta in obbedienza all’ Evangelo. Sono alcuni temi a me cari e sui quali abbiamo avuto modo di confrontarci proprio nei recenti esercizi …

Voglio solo aggiungere questo: non rattristarti mai e credi che è possibile, avanzando negli anni, dilatare lo sguardo e il cuore fino a vedere la creazione e i fratelli con gli occhi di Dio, tutto abbracciando in amore. Ti accompagno con il ricordo affettuoso e l’intercessione fedele presso il Signore, perché ti conceda sempre uno spirito di discernimento, di sapienza e di consolazione nel tuo ministero.”

Successivamente:

“Caro Pasquale, grazie delle tue parole. Continua a sognare e a lottare, e il Signore ti trascinerà dietro di sé fino alla luce. Ringrazio Dio per i tuoi 70 anni, capace come sei ancora di mormorare con amore il nome di Cristo! Torna a trovarci!”