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La scienziata originaria di Palmi studia le mutazioni del gene Kras, coinvolto in forme tumorali aggressive. A consegnarle il riconoscimento, il rettore dell'Università Magna Grecia di Catanzaro, Giovanni Cuda

A Sandra Misale il Premio “Culture a confronto” a Tropea

La ricerca, il merito, il coraggio di seguire la propria strada. E poi le radici, quelle che restano anche quando la vita conduce lontano.

Sono stati questi alcuni dei fili conduttori del pomeriggio vissuto al Santa Chiara di Tropea, dove il Premio Culture a Confronto  è stato conferito a Sandra Misale, scienziata calabrese che ha portato il proprio talento ai vertici della ricerca internazionale senza mai recidere il legame con la terra dalla quale è partita. Nata e cresciuta a Palmi, Sandra Misale ha costruito il proprio percorso attraverso lo studio, la passione e la determinazione. Gli studi in biotecnologie molecolari a Torino, il dottorato, quindi l’esperienza negli Stati Uniti, fino alla Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, una delle istituzioni più prestigiose al mondo nel campo della ricerca biomedica. Oggi dirige il Misale Lab, dove studia le mutazioni del gene KRAS, coinvolto nello sviluppo di alcune delle forme tumorali più aggressive, tra cui quelle del pancreas, del polmone e del colon. Una ricerca di frontiera, che apre nuove prospettive nella comprensione e nel trattamento dei tumori e che guarda già alle possibilità future della medicina. 

Sandra Misale, scienziata e ricercatrice alla Johns Hopkins University di Baltimora negli USA, è originaria di Palmi (Rc). A lei è stato assegnato a Tropea il Premio “Culture a confronto” 2026.

Ma al Santa Chiara la scienza non è stata soltanto raccontata attraverso i risultati. È stata raccontata attraverso la persona che la pratica, attraverso le scelte, le difficoltà, le passioni e le motivazioni che stanno dietro ogni percorso.

Ad aprire la cerimonia è stato il vicesindaco di Tropea Massimo L’ Andolina, che ha sottolineato con particolare efficacia la rilevanza del lavoro scientifico della premiata e il valore di una figura che, attraverso il proprio percorso internazionale, rappresenta un motivo di orgoglio per la Calabria. All’alto significato del riconoscimento si è aggiunto un dono dell’Amministrazione comunale: l’opera raffigurante l’Isola di Tropea, realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, che il Comune offre agli ospiti illustri della Città quale segno di stima e riconoscenza. Un frammento di Tropea da portare con sé, quasi un simbolo di quella bellezza che appartiene alla terra e che può viaggiare lontano insieme a chi ne custodisce le radici.

A condurre l’incontro è stato Domenico Gareri, che ha dialogato con Sandra Misale accompagnando il pubblico dentro la sua storia, le sue scelte e la sua idea di ricerca. Ne è emerso un racconto che è andato oltre il curriculum e i risultati scientifici. Un racconto nel quale la parola passione ha assunto un significato centrale. Seguire le proprie inclinazioni. Avere il coraggio di scegliere ciò che davvero ci appartiene. Accettare che il percorso della vita non sia sempre lineare e che gli ostacoli facciano parte del cammino. E, soprattutto, imparare a superarli senza smettere di guardare avanti. È questo uno dei messaggi più forti affidati da Sandra Misale ai giovani: dietro ogni traguardo ci sono studio, sacrificio, curiosità, perseveranza. Ma c’è anche la capacità di ascoltare se stessi e di riconoscere quella direzione che, a volte, la vita indica quasi sommessamente.

Il vice sindaco e assessore alla cultura di Tropea, Massimo L’ Andolina , ha consegnato in dono alla scienziata Sandra Misale l’opera raffigurante l’Isola di Tropea, realizzata dall’orafo Michele Affidato.

E poi c’è la persona. Il pomeriggio al Santa Chiara ha parlato anche di ciò che viene prima di qualsiasi risultato: il valore del volersi bene, del rispetto, della vicinanza all’altro. La consapevolezza che la relazione umana debba rimanere al primo posto, qualunque sia il campo nel quale ciascuno sceglie di impegnarsi. Un principio che Sandra Misale ha restituito non soltanto con le parole, ma con il suo stesso modo di stare davanti al pubblico: una scienziata di altissimo livello, capace di presentarsi con semplicità, con un sorriso costante, con disponibilità e naturalezza.

È stata particolarmente coinvolgente la testimonianza del presidente di Culture a Confronto, Andrea Addolorato, che ha raccontato la nascita dell’idea di conferire il Premio alla ricercatrice. Fu la moglie Concetta, dopo aver letto un articolo dedicato a Sandra Misale, a suggerirgli di pensare proprio a lei. Andrea accolse inizialmente quella proposta con una certa incredulità, quasi scherzando sull’impossibilità che una personalità scientifica di tale rilievo potesse accettare l’invito. Oggi, quella intuizione è diventata realtà. E in quel racconto c’è forse una piccola lezione che vale per tutti: bisogna osare. Avere il coraggio di formulare una proposta che sembra troppo ambiziosa, di bussare a una porta che pare lontana, di riconoscere il valore quando lo si incontra. Perché il merito, per essere davvero tale, ha bisogno anche di qualcuno che sappia riconoscerlo.

Andrea Addolorato (a sinistra) è il Presidente di “Culture a confronto”. A destra, Domenico Gareri, storico conduttore della manifestazione.

Alla cerimonia ha preso parte il professor Giovanni Cuda, Rettore dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, che ha ripercorso il proprio percorso di studi e perfezionamento negli Stati Uniti, offrendo ai giovani calabresi una riflessione di particolare significato. Il suo invito è stato quello di avere il coraggio di partire, di fare esperienze fuori dalla propria terra, di confrontarsi con il mondo, di conoscere realtà diverse e di arricchirsi attraverso questo confronto. Andare lontano, dunque, non per dimenticare da dove si viene, ma per tornare con uno sguardo più ampio. L’esperienza internazionale può diventare così non una frattura, ma una ricchezza da riportare nella propria comunità. Una conoscenza acquisita altrove che può trasformarsi in energia, competenza e nuova consapevolezza per la terra d’origine.

 Amare la propria terra e, nello stesso tempo, aprirsi al mondo. È forse questa una delle chiavi più belle della storia di Sandra Misale. Essere arrivata ai vertici della ricerca internazionale senza smarrire il legame con il luogo da cui è partita. Portare con sé le proprie radici anche quando il lavoro conduce dall’altra parte dell’oceano. Scoprire il mondo senza smettere di riconoscersi nella propria storia. Ed è proprio qui che il Premio Culture a Confronto assume un significato che va oltre la celebrazione di una singola persona.

Il professore Giovanni Cuda, rettore dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, si congratula con la ricercatrice Sandra Misale, alla quale ha consegnato Premio “Culture a confronto 2026”

Il pomeriggio di Tropea è diventato una riflessione collettiva su ciò che rende davvero significativo un percorso: il merito, la passione, la formazione, il coraggio, la capacità di superare gli ostacoli e il rispetto per gli altri. Un messaggio arrivato al pubblico attraverso le parole, ma anche attraverso la musica. Fin dall’inizio, le note del pianoforte hanno accompagnato una cerimonia che, progressivamente, si è trasformata in un vero e proprio inno alla vita.

Poi le parole degli intervenuti, le testimonianze, le emozioni. E quel silenzio attento e partecipe della sala, che talvolta riesce a dire più di qualsiasi applauso. Una trama comune nella quale la scienza ha incontrato la cultura, la ricerca ha incontrato la comunità, il successo professionale ha incontrato la semplicità della persona. Non soltanto la celebrazione di una grande scienziata, dunque, ma la celebrazione di un’idea di società nella quale la cultura e la conoscenza costruiscono ponti, il talento viene riconosciuto, i giovani sono incoraggiati a guardare oltre i propri confini e la persona resta sempre al centro.

Sandra Misale ha ricevuto il Premio Culture a Confronto per la straordinaria strada percorsa nel mondo della ricerca. Ma il riconoscimento consegnato a Tropea racconta anche una storia più ampia: quella di una donna che ha seguito la propria attitudine, ha trasformato la passione in professione, ha affrontato gli ostacoli senza arretrare e ha saputo portare la propria terra dentro un’esperienza internazionale di altissimo livello. Una storia che parla ai giovani, ma non soltanto a loro.

Parla a chi sta cercando la propria strada. A chi pensa che partire significhi necessariamente lasciare. A chi ha incontrato un ostacolo e lo ha scambiato per un punto d’arrivo. A chi possiede un talento e deve ancora trovare il coraggio di affidargli il proprio futuro. La storia di Sandra Misale ricorda che le strade possono essere lunghe, inattese, persino tortuose. Ma che vale la pena percorrerle quando sono illuminate dalla passione. E che si può arrivare lontano senza perdere il luogo da cui si è partiti.

Dalla Calabria al mondo, dunque. Ma con la Calabria sempre nel cuore.