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Una comunità in festa per i 65 anni di sacerdozio del parroco emerito

Ricadi rende grazie per don Pasquale Russo: “Essere qui, una fibrillazione del mio cuore”

C’è un legame che il tempo non riesce a spezzare. È quello che unisce un pastore alla sua comunità. Lo si è percepito con forza nella serata di martedì 28 luglio, quando la chiesa di San Zaccaria a Ricadi si è riempita di fedeli per celebrare il 65° anniversario di ordinazione sacerdotale del parroco emerito, don Pasquale Russo.

Don Pasquale Russo insieme con don Francesco Sicari e i cantori dell’Ensemble vocale “Laudate Dominum” nella chiesa di San Zaccaria a Ricadi.

Dopo il solenne momento celebrativo vissuto il 18 luglio a Brivadi, suo paese natale, con la Santa Messa presieduta dal vescovo Attilio Nostro, anche la comunità che don Pasquale ha guidato per quarantanove anni ha voluto esprimergli il proprio affetto con una serata di musica, preghiera e gratitudine. Non una semplice commemorazione, ma il ritrovarsi di una famiglia attorno al proprio padre spirituale.

Il concerto di musica sacra in onore di don Pasquale Russo, nella chiesa di San Zaccaria a Ricadi che lo ha visto parroco per 49 anni: “Una preghiera in musica – ha detto Don Francesco Sicari, l’attuale parroco – e un inno di lode al Signore per il dono del sacerdozio”.

Ad aprire l’incontro è stato il parroco, don Francesco Sicari, che ha accolto i presenti ricordando come l’anniversario di don Pasquale fosse anzitutto un’occasione per rendere grazie a Dio per una vocazione vissuta con fedeltà e per il bene seminato nel cuore di tante persone. Ha quindi ringraziato il Consiglio Pastorale Parrocchiale per l’impegno nell’organizzazione della serata, invitando tutti a vivere il concerto come una preghiera in musica e un inno di lode al Signore per il dono del sacerdozio.

Il professore Agostino Gennaro ha ripercorso il ministero di don Pasquale, che ha accompagnato generazioni di famiglie di Ricadi. Accanto a lui, l’attuale parroco, don Francesco Sicari.

A nome dell’intera comunità è poi intervenuto il professor Agostino Gennaro, che ha offerto una riflessione intensa e ricca di memoria. Con parole cariche di riconoscenza ha ripercorso il lungo ministero di don Pasquale, definendolo una testimonianza di fedeltà capace di attraversare oltre sessant’anni di storia della Chiesa senza perdere la freschezza del Vangelo. Ha ricordato il sacerdote, il maestro, lo studioso e l’uomo di cultura, ma soprattutto il pastore che ha saputo accompagnare generazioni di famiglie, lasciando un’impronta profonda nella storia religiosa e civile di Ricadi.

L’Ensemble vocale “Laudate Dominum” ha eseguito un. concerto di musica sacra in omaggio a don Pasquale Russo.

Il momento centrale della serata è stato il concerto dell’Ensemble Vocale Laudate Dominum, che ha regalato ai presenti un percorso musicale di grande intensità spirituale. Le melodie di Handel, Bach, Mozart, Schubert, Gounod, Puccini e César Franck hanno trasformato la chiesa in un luogo di contemplazione, facendo della musica un’autentica preghiera. Le splendide esecuzioni degli artisti sono state accolte da lunghi e sentiti applausi, segno dell’apprezzamento di un pubblico numeroso e partecipe.

La pergamena ricordo ricevuta da don Pasquale, assieme ad una icona della Madonna del Silenzio, al termine del concerto.

Al termine del concerto, la comunità ha consegnato a don Pasquale un’icona della Madonna del Silenzio e una pergamena ricordo, simboli di gratitudine per una vita interamente dedicata al servizio del Signore e della Chiesa. Il dono dell’icona ha assunto un significato particolare, richiamando quella dimensione del silenzio come luogo privilegiato dell’ascolto di Dio e della sapienza, che ha sempre caratterizzato il cammino spirituale del parroco emerito.

“Essere qui è una fibrillazione del mio cuore, che ho lasciato in questa chiesa” ha detto don Pasquale Russo, nel ringraziare quanti hanno voluto festeggiarlo per il 65 anni di sacerdozio.

Profondamente emozionato, don Pasquale ha preso la parola con la semplicità che lo ha sempre contraddistinto. «Sono stato molto colpito dalle cose che finora sono state dette e fatte», ha confidato all’inizio del suo intervento, lasciando trasparire tutta la commozione per l’affetto ricevuto. Poi ha rivolto lo sguardo verso l’altare della chiesa, quasi a ripercorrere con il cuore una parte della sua storia: «Essere oggi in questa chiesa è ritornare al cuore, guardando quest’altare scolpito dal maestro Reginaldo D’Agostino con cui abbiamo lavorato assieme: io la mente e lui lo scalpello». Un ricordo che si è trasformato in una vera catechesi quando ha spiegato il significato dell’opera: «Abbiamo voluto rappresentare la passione del Signore, perché essere cristiani vuol dire avere sempre la passione del Signore nel proprio cuore». Parole che hanno rivelato ancora una volta il suo modo di intendere il ministero sacerdotale: aiutare gli uomini a contemplare Cristo e a lasciarsi trasformare dal suo amore.

Con affetto sincero ha quindi ringraziato don Francesco Sicari «per essere stato così generoso e gentile» nell’organizzare questo momento di festa e ha espresso la propria riconoscenza verso tutti i presenti. Ma è stata l’ultima frase a racchiudere il senso più profondo della serata: «Essere qui questa sera non è solo un fatto cerimoniale, ma è una fibrillazione del mio cuore che ho lasciato qua». Una confessione spontanea che ha commosso l’intera assemblea, perché in quelle parole si è colto tutto l’amore di un sacerdote per la comunità alla quale ha donato quasi mezzo secolo della propria vita.

Il tradizionale taglio della torta sul sagrato della chiesa di San Zaccaria a Ricadi, ha concluso la serata di rendimento di grazie per i 65 anni di sacerdozio di don Pasquale Russo.

La serata si è conclusa sul sagrato della chiesa con il tradizionale taglio della torta, condiviso tra sorrisi, fotografie e tanti abbracci. Un momento semplice e familiare, che ha suggellato una festa nella quale la comunità di Ricadi non ha celebrato soltanto un anniversario, ma ha voluto dire il suo grazie a un sacerdote che continua ad essere un punto di riferimento e una memoria viva della propria storia.

Per tutti i presenti è rimasta la consapevolezza che sessantacinque anni di sacerdozio non sono soltanto un numero. Sono una vita spesa per il Vangelo, migliaia di Messe celebrate, generazioni accompagnate nella fede e un amore per la propria gente che, come ha confessato lo stesso don Pasquale, continua ancora oggi a far “fibrillare” il cuore.