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Nel centro dello Ionio cosentino, la prima giornata della "Domenica del Mare 2026" vissuta in Calabria

La comunità, il museo, la festa: il racconto corale di Cariati, un paese proteso sul mare

Nella visione suggestiva di barche ormeggiate in uno scenario azzurro, e di un borgo turrito proteso sul mare, sabato 11 luglio è stata celebrata nell’aria portuale di Cariati la prima giornata della Domenica del Mare 2026, di Solidarietà verso i Marittimi, della Diocesi di Rossano-Cariati, l’appuntamento nazionale promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana tramite l’Apostolato del Mare. 

La comunità di Cariati ha un’antica tradizione marinara vissuta con senso religioso e la devozione a San Cataldo e San Rocco.

L’evento ha coinvolto nell’organizzazione diversi soggetti: il Direttore diocesano dell’Apostolato del Mare, don Giuseppe Ruffo; il parroco della Chiesa “Cristo Re” don George Viju, il Delegato comunale alla Pesca Gabriele Alterino, il Presidente della locale sezione di LNI Francesco  Cufari e chi scrive, per la conduzione del convegno dedicato e per il contributo alla valorizzazione culturale della gente di mare. 

Una comunità, quella del mare di Cariati, che ha sempre ricambiato l’attenzione e la cura pastorale da parte della Chiesa, oggi in un certo senso “ufficializzata” dall’Apostolato del Mare, con un forte senso religioso e la devozione verso la Madonna e Santi, come San Cataldo e San Rocco, ai quali, per tradizione, si affidano le famiglie marinare nello svolgimento del lavoro e della vita quotidiana.  

Nel programma della “Domenica del Mare” a Cariati coinvolte anche giovanissime lettrici.

La giornata si è svolta con la presenza dell’Arcivescovo di Rossano-Cariati, Mons. Maurizio Aloise, e del Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali, del Lavoro e dell’Apostolato del Mare Don Bruno Bignami, ed ha avuto due significativi momenti: la benedizione delle imbarcazioni, che ha rinnovato il profondo legame fra la comunità locale e il mare, e il convegno, molto partecipato, di riflessione sulla condizione di quanti, dai naviganti, ai pescatori, ai marittimi, ai lavoratori portuali e alle loro famiglie, vivono il mare e di mare. 

Una riflessione allargata all’idea di Mediterraneo come crocevia di popoli e culture e anche, purtroppo, come luogo in cui si infrangono le storie, le speranze e i sogni di tanti migranti in cerca di approdo, patria e dignità. 

Il convegno è stato aperto dai saluti della vicesindaco di Cariati, Maria Crescente, del Comandante della Capitaneria di Porto di Corigliano, Tullio Arcangeli, del Presidente Nazionale di Stella Maris Luigi Leotta e di Don Giuseppe Ruffo, il quale ha sottolineato il cammino che con l’Apostolato del Mare sta compiendo la Diocesi, nel cui territorio sono presenti due numerose comunità marinare, quella di Cariati e quella di Corigliano Schiavonea, e due importanti porti.  

“Guardiamo anche oltre l’orizzonte”, ha detto l’arcivescovo di Rossano-Cariati mons. Maurizio Aloise, “per vedere i volti di chi, sul mare, anima il lavoro e il paesaggio”.

Sulla missione che, più in generale, compie l’Apostolato del Mare è intervenuto il Direttore Nazionale don Bruno Bignami, che ha tra l’altro posto l’accento sul “volto umano” del mare, rappresentato dai marittimi, tra cui migranti di paesi contrapposti dalla guerra che convivono, lavorano e soffrono insieme, come quando il conflitto ha interrotto il traffico marittimo sullo stretto di Hormuz, bloccando a bordo, in condizioni assai precarie, migliaia di questi lavoratori “invisibili”. Don Bignami ha parlato anche dell’“indifferenza” verso i lavoratori della piccola pesca costiera, alle prese con il caro carburante, le restrizioni legislative e la mancanza di ricambio generazionale, e di futuro, che si crea, invece, “investendo nelle comunità” e avendo cura del creato. “Custodire le comunità marittime – ha detto infine –  significa custodire il futuro  e la Chiesa vuole accompagnare questo viaggio verso il futuro”. 

Durante il convegno è stato dato un significativo spazio alle storie e alla memoria della marineria locale, con un applaudito reading letterario, a cura dei bravi e giovanissimi lettori Christian Ciccopiedi, Letizia D. Milano, Enzamaria Parise, Silvia Russo e dell’attrice Miriam Crivaro; i testi sono stai selezionati dal libro “Sulle onde della luna. Donne di Mare, storie di pesca”, che ho pubblicato nel 2012 con Ferrari Editore.  

Le conclusioni sono state affidate dall’Arcivescovo, Mons. Aloise, il quale ha affermato: “Le voci che abbiamo ascoltato, hanno composto il racconto unico di un mare che non è solo spazio geografico o risorsa economica, ma luogo d’incontro, speranza, fraternità”. Da qui, un messaggio: “Guardiamo oltre l’orizzonte, perché dietro il lavoro e il passaggio sul mare ci sono uomini, donne, bambini, giovani, relazioni umane”. E una considerazione: “Tutto il ragionamento sul mare è inseparabile dal rispetto, dalla difesa della dignità umana, dalla cura delle persone e del creato, per cui parlare del mar –  ha concluso – significa “parlare di giustizia, di responsabilità condivisa… significa parlare di pace”. 

L’evento si è concluso con la visita dell’arcivescovo mons. Aloise al “Civico Museo del mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni” di Cariati, fondato e diretto dalla prof.ssa Assunta Scorpiniti (nella foto, quarta da sinistra), autrice di questo articolo.

La Domenica del Mare a Cariati è proseguita con una dimostrazione degli allievi della “scuola velica” di LNI, la visione del cortometraggio “Lampare nella notte” di Andrea Belcastro, la visita alla mostra documentaria “Famiglie e barche della comunità marinara di Cariati”, pure della sottoscritta, una degustazione di tipiche pietanze a base di pesce, per concludersi poi con la visita dell’Arcivescovo e di tutti gli ospiti al Civico Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati.

La seconda giornata si è svolta, invece, il 12 luglio a Schiavonea di Corigliano, presso il  Mercato Ittico, con la Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo  e la Benedizione delle barche. 

Le celebrazioni delle Giornate promosse dalla CEI hanno quindi confermato l’impegno della Chiesa, di essere presente accanto alla Gente di Mare, riconoscendone il valore umano, sociale e spirituale,  e a fare in modo “che nessun lavoratore resti invisibile o dimenticato”. 

(*) Scrittrice, Direttrice del Museo del Mare di Cariati