La Marcia Mottoliana nella data del pio transito del Beato: il 29 giugno
La luce di Don Mottola tra le strade di una cittadina affollata di turisti
Una testimonianza forte, fresca, perché resa anche da tanti giovani, davanti a una Tropea affollata di turisti stupiti e forse anche un po’ ammirati; propositiva, perché contro nessuno ma nel nome di un Beato. È stata così, la Terza Marcia Mottoliana, organizzata dalla Famiglia Oblata con movimenti e associazioni diocesane, nella data che segna il transito in Cielo di Don Francesco Mottola: il 29 giugno. Cinque tappe nel centro storico, in processione davanti ai luoghi cari al sacerdote tropeano, tante fiaccole accese. Raduno e partenza, non a caso, davanti la prima Casa della Carità fondata dal Beato, in Via Abate Sergio.

Seconda tappa, alla Villetta del Cannone, davanti il mare, celebrato da Don Mottola – cantore del creato – in un Canto celebre perché sintesi meravigliosa di santità e arte, poesia e mistica. E “Canto del mare” in questo luogo è stato declamato. Poi le invocazioni, la preghiera, e via per la terza tappa, accompagnati dalla musica e dal canto della comunità neocatecumenale della parrocchia della Sacra Famiglia di Vibo Valentia.

Terza tappa, Largo Migliarese, davanti al portone della casa dove Don Mottola nacque il 3 gennaio 1901 e morì nel tardo pomeriggio di quel 29 giugno 1969. La luce simboleggiata, in questa sosta, è quella della sofferenza. Nel 1942 infatti, Don Mottola rimase colpito da una paralisi che gli tolse l’uso della parola. Eppure, la malattia e la sofferenza diventano lievito della sua spiritualità e del suo dono: questo sarà il periodo più fecondo della sua esistenza.

La quarta tappa, davanti la Cappella dei Nobili, dove Don Mottola iniziò il suo apostolato che lo porterà nei tuguri tropeani a lenire le sofferenze dei più emarginati. Una tappa dedicata alla luce dell’Eucarestia “… la meta del cammino di Dio Verso l’uomo, la meta del viaggio dell’uomo verso Dio”.

Alla Marcia mottoliana hanno preso parte, tra gli altri, ragazzi e giovani dell’Azione Cattolica, oltre che i ragazzi e gli animatori del Grest organizzato a Carìa di Drapia da don Felice Palamara, sacerdote oblato del Sacro Cuore, destinatario, da giovane seminarista, del primo miracolo attribuito all’intercessione di Don Mottola.

Per ogni tappa, un cartello, una citazione dagli scritti di Don Mottola, una preghiera, tante luci. Per ogni tratta di marcia, un canto.

Davanti la Concattedrale di Tropea, illuminati dalla “luce della santità”, è stato letto il racconto del pio transito del Beato Francesco Mottola. Poi, sempre accompagnati dal canto e delle fiaccole accese, l’apertura e l’ingresso nella chiesa.

La Marcia Mottoliana è stata guidata da don Piero Furci, Vicario Generale della Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea, oltre che parroco della Sacra Famiglia di Vibo Valentia, che ha commentato ogni tappa con il suo commento.

In Cattedrale, la conclusione della Marcia affidata alle parole di Don Francesco Sicari: “Abbiamo testimoniato la luce di Don Mottola – ha detto il Fratello Maggiore dei Sacerdoti Oblati del Sacro Cuore – in mezzo a tanta gente, a tanti turisti in visita nella nostra città. Custodiamo adesso questa luce nel nostro cuore”. Quindi, al saluto al Beato nella Cappella dov’è sepolto.

