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Nella chiesa del Purgatorio, a Tropea, l'evento organizzato dalla rivista Parva Favilla ha introdotto le manifestazioni che porteranno alla Festa Liturgica del Beato Francesco Mottola

Sette modi di “Comunicare la Santità”

Cos’è la santità? E chi sono i santi? Per quante molteplici possibili risposte, un solo comune denominatore: i santi sono le persone che aiutano la nostra fede e ci avvicinano a Dio. Tropea ha avuto un santo – meglio dire: ha un santo, perché i santi trascendono il tempo -: è il Beato Francesco Mottola (il suo primo miracolo è stato riconosciuto il 10 ottobre 2021) e la sua figura, la sua spiritualità, le sue opere ispirano la vita di tante e tanti di noi. In vista della sua Festa Liturgica, che ricorre il 3o giugno, la redazione di Parva Favilla (il periodico fondato dallo stesso don Mottola nel 1933, ed oggi anche online su internet come parvafavilla.it) ha voluto offrire una riflessione su come la testimonianza del Beato continua a ispirare linguaggi, creatività e forme contemporanee di comunicazione della fede. E tante persone, sfidando il caldo, hanno riempito la chiesa del Purgatorio di Tropea per ascoltare
L’assessore Romanella Lorenzo ha portato i saluti del sindaco, Giovanni Macrì, e dell’amministrazione comunale. “Parlare di don Mottola – ha detto – significa parlare di quanto di più bello possieda la nostra terra”.
Don Francesco Sicari, Fratello Maggiore dei Sacerdoti Oblati del Sacro Cuore e parroco di Ricadi, ha proposto la figura di don Mottola attraverso tre immagini: il viandante, la lampada che arde, l’aquila che raggiunge il Sole.
La Sorella Maggiore delle Oblate del Sacro Cuore, Rosetta Costa (prima da sinistra nella foto) tra il pubblico che ha seguito l’evento di sabato 20 giugno.
Zaira Sorrenti, redattrice di Parva Favilla e docente di Lingua e Letteratura italiana, “Se c’è una cosa che mi affascina nel lavoro della Redazione di Parva Favilla – ha detto – sono le relazioni fraterne che si sono instaurate tra di noi, e tra noi e la famiglia delle Oblate e degli Oblati del Sacro Cuore, fondata da don Mottola”.
Caterina Sorbilli, docente nella Scuola primaria e giornalista, ha ripercorso alcune esperienze che in questa duplice veste le hanno consentito di comunicare la Santità alle nuove generazioni. Un progetto educativo per far conoscere agli alunni dai 6 ai 14 anni la figura di don Mottola, attraverso la realizzazione di una storia a fumetti; un breve cortometraggio con fotografie, col racconto della vita della serva di Dio Irma Scrugli; una patto educativo tra il Centro di Solidarietà don Mottola e l’Istituto comprensivo don Francesco Mottola.
Nadia Macrì, giornalista e scrittrice, ha raccontato come è nata l’idea di scrivere libri che raccontassero ai bambini personaggi dal forte fascino spirituale. È nata così la pubblicazione su San Francesco d’Assisi (“Ho raccontato il poverello d’Assisi puntando sulla sua infanzia”, ha detto l’autrice), poi quella su Natuzza, la mistica di Paravati. Adesso Nadia Macrì sta lavorando al libro che parlerà ai bambini del Beato Francesco Mottola, che già figura tra i titoli di questa collana!
Mariella Matera, in arte “Alumera” è grafico pubblicitario e missionaria digitale. Mariella ha raccontato il concatenarsi di eventi che le hanno rivelato la sua vocazione di comunicare quel Risorto che ha riacceso la luce ed ha colmato di gioia la su vita: per questo, ha dato al suo blog il nome dialettale (Alumera) della lampada, cogliendo così anche l’immagine che contrassegna la spiritualità del Beato Francesco Mottola. “Occorre testimoniare la fede là dove si vive – ha detto -: io vivo col mio lavoro nell’ambiente digitale, qui applico il mio talento, in questo ambiente è la mia missione”.
Vittoria Saccà, giornalista, scrittrice, pittrice, ha conosciuto la figura di don Mottola grazie al suo lavoro di cronista. “Ne sono rimasta colpita”, ha detto ieri sera nell’incontro nella chiesa del Purgatorio, tanto da voler approfondire la spiritualità del Beato attraverso le conversazioni con il compianto mons. Domenico Pantano (già Fratello Maggiore dei sacerdoti oblati), con le Oblate e tramite la lettura degli scritti di don Mottola. Così, è stata invitata dalla Fondazione don Francesco Mottola a far parte del Comitato che organizza il Premio a lui intitolato, del quale presto le è stata affidata la presidenza. “La 34esima edizione – ha annunciato Vittoria Saccà- si terrà domenica prossima 28 giugno alle 10:00 alla Casa della Carità di Tropea”.
Il Maestro Vincenzo Laganà (intervistato dal direttore di Parva Favilla, Pasqualino Pandullo, che ha coordinato l’incontro) ha raccontato com’è nato l’Oratorio Sacro “Francesco, servo di Dio – L’Aquila che raggiunse il Sole”, dedicato al Beato Francesco Mottola. “Una grande passione per questa figura di santo tropeano mi ha portato a documentarmi sulla sua vita e le sue opere – ha detto il musicista -: la mia grande passione per la musica e la composizione ha fatto il resto.” Portato a compimento nell’agosto del 2010, questo intenso omaggio alla figura di don Mottola, è formato da dodici quadri, introdotti da una voce recitante, attraverso i quali vengono evocate la tappe più significative della sua esistenza.
L’evento di ieri, nella chiesa del Purgatorio di Tropea, si è concluso con un’ anticipazione dell’Oratorio Sacro per il Beato Francesco Mottola, che verrà eseguito la sera di sabato prossimo 27 giugno nella Cattedrale di Tropea. Il Coro “Don Giosuè Macrì” con la voce solista del soprano Gemma Fazzari e Francesca Laganà al flauto, diretti dal Maestro Vincenzo Laganà alla tastiera, hanno interpretato il brano “La Carità”.
Foto di gruppo della redazione di Parva Favilla, insieme con Mariella Matera (prima da destra). Da sinistra: Nadia Macrì, Zaira Sorrenti, Vittoria Saccà, Pasqualino Pandullo, Caterina Sorbilli, Angela Falzetta, Don Francesco Sicari. Della redazione fa parte anche Marina Santacroce.