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Quest'anno la cerimonia di consegna della 34esima edizione si svolgerà il 28 giugno mattina alla Casa della Carità di Via Abate Sergio, a Tropea

Il Premio Don Mottola: un riconoscimento a studiosi ed a testimoni

Per parlare del Premio don Mottola, bisogna fare un passo indietro nel tempo per scoprire da dove è nato e perchè.

É noto a tutti che il caro sacerdote Don Mottola, con il suo carisma, era riuscito a raccogliere intorno a sé tanti giovani che provenivano da ogni dove. Organizzava incontri, eventi, seminari, e quanto la sua fervida mente riusciva ad elaborare coinvolgendo più gente possibile nelle sue iniziative con una maggiore predilezione nei confronti dei giovani. Ed è fuor di dubbio che le sue parole entravano nel cuore e nella mente di tutte quelle persone che, sparsi per la Nazione, correvano ogni qual volta lui chiamava. Una bella storia che è ancora viva nei ricordi di tanti. 

Quando don Francesco Mottola venne a mancare, il 29 giugno del 1969, per tutti i tropeani e per tutti coloro che lo seguivano, fu un grande dolore. 

La giornalista e scrittrice Vittoria Saccà (prima da destra nella foto), Presidente del Premio Don Mottola ed autrice di questo articolo, durante un’edizione passata della manifestazione.

E così, per mantenere viva la memoria e l’opera del beato don Francesco Mottola, un gruppo di laici romani legati al Gruppo Ecclesiale Calabrese, tra cui Nicola Di Napoli, già dirigente nazionale di Azione Cattolica, costituì ufficialmente, con atto notarile del 2 dicembre 1988, la Fondazione don Francesco Mottola.

E poi, l’anno seguente, il 1989, decisero di realizzare un premio che avesse la finalità di promuovere e incoraggiare iniziative di solidarietà e crescita umana, nel rispetto, dunque, di tutti gli insegnamenti ricevuti dal Beato. Stabilendo la data di consegna il 29 giugno, giorno della sua salita in cielo.

Io incontrai don Mottola dieci anni dopo. Grazie al mio impegno giornalistico, dovevo seguire un seminario importante che aveva organizzato mons. Domenico Pantano che, a quel tempo, probabilmente era fratello Maggiore dei sacerdoti Oblati e direttore della nostra rivista Parva Favilla. 

Erano tre giorni di incontri per parlare di don Mottola con la presenza di molte personalità e di tanti innamorati del Beato. E con un annullo postale dedicato a don Mottola.

Di questo sacerdote io conoscevo poco e chiesi a don Pantano notizie. Ma lui non si limitò a parlarmene e basta, mi fornì tutti i libri possibili. 

Iniziai a leggerli e pagina dopo pagina, don Mottola fu per me una fonte inesauribile di bene per il cuore e l’anima.

Nel 2011, poi, entrai a far parte della Fondazione, su l’indicazione che don Pantano aveva fatto al presidente di allora, il dott. Alfredo De Grazia. Per un lungo periodo fui la segretaria, poi mi assegnarono la presidenza del Comitato del Premio.

Oggi, insieme a me, fanno parte del comitato: Luciano Meligrana, Antonino Crea, Ernesto Lamanna, Rocco Pititto, Marina Santacroce, don Francesco Sicari, Francesco Stivala ed è sempre presente l’attuale presidente della Fondazione che è il prof. Paolo Martino.

Nel corso della lunga storia del Premio Don Mottola, alcuni riconoscimenti sono stati assegnati alla memoria. È il caso del giudice Rosario Livatino (1952-1990), ucciso dalla mafia, cui è stata dedicata la XVIII Edizione del Premio.

Il Premio, così come stabilito nello statuto, consiste in 1.000 euro ed è riservato a una tesi di dottorato o di laurea, discussa negli ultimi cinque anni in una Università italiana o estera oppure in un Istituto Superiore di studi religiosi, sull’opera del Beato Don Mottola, oppure sulla storia della Chiesa calabrese (Articolo 1). 

Un altro premio, sempre di 1.000 euro, è riservato a persona, ente, associazione o cooperativa operante preferibilmente in Calabria nel campo della beneficenza e della formazione (sono dunque ammesse anche candidature fuori regione). Sono inoltre candidabili seminaristi calabresi bisognosi di sostegno (Articolo 2). 

Le candidature possono essere presentate dai membri della Fondazione Don Mottola, da Vescovi, Parroci, dalle Caritas diocesane, dalle Amministrazioni Comunali, da tutti gli enti e associazioni che operano nel settore, ma anche singoli cittadini. 

Negli anni sono state tante le figure premiate. Ricordiamo Mamma Africa, Insieme per…, il giudice Rosario Livatino, don Saverio Gatti, Giuseppe Lo Cane, il Centro di solidarietà Don Mottola, Don Giuseppe Florio, Gabriele Vallone, le sorelle della Compagnia della Croce di Reggio Calabria, il Coro Polifonico don Giosuè Macrì, Giovanni Giordano e tantissimi altri. 

In questa edizione 2026, la 34esima, i premiati saranno: il Sign. Eugenio Attanasio, l.r.p.t. della Cineteca della Calabria, per la sezione Cultura, con la seguente motivazione: «Il regista e autore Eugenio Attanasio con il suo documentario e libro “In Cammino con Gioacchino” traccia un legame tra l’Abate medioevale Gioacchino da Fiore e il Beato Don Francesco Mottola. Per entrambi, la Calabria è terra di incontro con Dio e riscatto degli ultimi». 

Per la sezione Beneficenza, il premio andrà alla dott.ssa Bruna Sacchi, legale rappresentante dell’associazione “Nati per Amare Odv”. Questa la motivazione: «Con la sua instancabile attività, si pone al fianco di chi ha bisogno sostenendolo lungo il cammino. Nel tendere la mano a chi chiede aiuto, “Nati per Amore” continua l’opera del Beato don Francesco Mottola che accoglieva nel suo cuore e sotto il suo tetto tutti “I nujiu du mundu”». 

Per motivi organizzativi che riguardano la settimana dedicata al nostro Beato, il premio sarà consegnato ai vincitori giorno 28 giugno 2026, presso il salone della Casa della Carità, in via Abate Sergio, alle ore 10,00 preceduto da un convegno sul tema “L’enciclica di Leone XIV Magnifica Humanitas” tenuta da S.E. Mons. Attilio Nostro, vescovo di Mileto Nicotera Tropea.