L'8xMille al centro dell’incontro della Commissione regionale Sovvenire a Lamezia
“Più informazione per sostenere la carità e le nuove periferie”L’importanza della firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica è stata al centro dell’incontro della Commissione regionale Sovvenire della Conferenza episcopale calabrese, riunitasi oggi a Lamezia Terme sotto la presidenza del vescovo delegato, monsignor Stefano Rega, alla guida della diocesi di San Marco Argentano-Scalea.

Dopo aver fatto il punto su quanto emerso dall’incontro nazionale «Un servizio al servizio», svoltosi nei giorni scorsi a Roma, dove la Calabria, insieme a monsignor Rega, era rappresentata anche da Giuseppe Lanzillotta, della diocesi di San Marco Argentano-Scalea, gli incaricati diocesani hanno effettuato un’analisi sulla situazione nelle diocesi calabresi per poi avviare un programma operativo che consenta una maggiore e corretta informazione.
Nel corso dei vari interventi, oltre alla segnalazione di alcune «criticità», si è convenuto sulla necessità di effettuare un rafforzamento della rete diocesana per essere maggiormente incisivi sul territorio al fine di far comprendere come la firma sia importante per contribuire a quella «Chiesa in uscita che risponde alle nuove povertà e ai bisogni sempre più complessi di fasce di popolazione diverse». In particolare, è stato anche ricordato, ad esempio, che, proprio grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, «dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo».
«Ciò che viene dato, sia firmando che effettuando libere offerte – ha detto al riguardo monsignor Rega –, serve a tutta la Chiesa nel suo complesso ed è importante che si comprenda».
Sebbene la Chiesa abbia senz’altro bisogno di mezzi economici e materiali, questo non significa, però, che sia ricca. Infatti, mentre da un lato possiede un importante patrimonio artistico, storico e culturale che, tra l’altro, richiede l’utilizzo di molte risorse per interventi di restauro e conservazione di monumenti e opere d’arte, affinché le generazioni future possano continuare a goderne, dall’altro investe molti soldi, anche dell’8xmille, per costruire nuovi edifici di culto, strutture parrocchiali e oratori, che diventano centrali per lo sviluppo di nuove periferie urbane. Questo, senza contare i vari interventi caritativi che, quotidianamente, vengono realizzati nelle varie diocesi

