"La Calabria crocevia del Mediterraneo verso un nuovo umanesimo integrale" al centro del II Meeting rivolto ai giovani
Maritain non è morto, l’ho incontrato a Bonifati. A braccetto con DossettiSe chiedi al tuo vicino di casa chi fosse Jacques Maritain potesti ottenere una gamma di risposte più o meno lunga, nella quale non necessariamente figura quella giusta. Il filosofo francese che nel 1936 con l’ “Umanesimo integrale” mise l’accento sulla centralità della persona umana, invece, è il nome più ricorrente del II Meeting che, qui a Bonifati (Cs), prospetta una Calabria crocevia del Mediterrano, da dove parte un messaggio universale di pace: una regione del sud che, da brutto anatroccolo, passa a “locus teologicus” – come spiega il vescovo Stefano Rega – capace di tenere insieme cultura, spiritualità e sviluppo. Non pensate ad un simposio di accademici attempati (l’università, anzi, le università in verità c’entrano, eccome, più avanti vi dirò come). Pensate piuttosto alla piazzetta di questo delizioso centro di collina, affacciato sul Tirreno cosentino, che per un pomeriggio e la mattina seguente si trasforma in un salotto accorsato e moderno, frequentato soprattutto da giovani.

Tutto parte dalle Settimane sociali dei cattolici italiani, celebrate due estati fa a Trieste. L’eco che giunge in Calabria si trasforma a Bonifati in un confronto prepolitico sul tema della democrazia. Allora quest’anno arrivi, e ti aspetti di scrutare cosa si muova, dalle nostre parti, a proposito di quei cattolici che con intensità variabile, e disperazione pure, cercano di apparecchiarsi quello spazio riconoscibile che oggi non c’è – quo usque tandem? – tra gli schieramenti nazionali. Ed invece, trovi il cardinale Fabio Baggio che fa una prolusione bellissima sulla Magnifica Humanitas. E scopri che l’angolo visuale dell’anno scorso, quest’anno si è allargato, e gli spunti per la riflessione si sono moltiplicati, e l’intuizione dell’umanesimo integrale quale base del ragionamento è più che mai azzeccata.

“La prima Enciclica di Papa Leone – spiega questo scalabriniano veneto, che ha fatto il vice parroco a Briatico ed ha insediato la sua congregazione a Reggio Calabria dall’inizio degli sbarchi dei migranti – propone un nuovo umanesimo integrale, quando afferma che la dignità umana è superiore agli algoritmi e va custodita, quando promette che la tecnologia non ha condotto l’umanità alla scadenza.” “La Magnifica humanitas – spiega ancora il cardinale Baggio, oggi Sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; domani, dopo il Concistoro di giugno, chissà – non evoca forse l’ umanesimo integrale, quando sostiene che l’essere umano fiorisce grazie al suo limite, o quando ricorda che la persona ha un carattere relazionale che va custodito?”
Ma Bonifati è anche il luogo in cui Don Giuseppe Dossetti, che da padre costituente volle farsi sacerdote, ha fondato una comunità monastica, la “Piccola Famiglia dell’Annunziata”, “grembo fecondo di santità”. Il superiore maschile, frate Paolo Barabino, per parlare al Meeting del concetto tratto dal libro del Deuteronomio “Ti ho posto davanti la vita e la morte: scegli la vita”, è appena tornato dalla Terra Santa. Fra’ Paolo descrive il quadro, devastante, in cui si trovano oggi i continenti, ed in cui è oggi la Calabria, “un microcosmo dove potremmo rileggere e dolerci delle contraddizioni che soffre il macrocosmo mondiale. Questo è il quadro in cui la Calabria – aggiunge il monaco dossettiano – è però anche un crocevia del Mediterraneo e dove dorremmo cercare un piccolo contributo per quella speranza che, secondo le parole di don Giuseppe, non vien meno, la speranza che attraverso vie nuove e imprevedibili si faccia strada l’apertura a un mondo diverso, un pochino più vivibile, certamente non di potere. Se dovessi provare a dire cosa Dossetti vi chiederebbe – evidenzia fra’ Barabino – mi verrebbe da dire così: laicità e competenza, interiorità, integrità morale, gratuità, coscienza costituzionale, vigilanza.”

Sembrano averlo sentito, il senso di queste parole, gli studenti delle tre università calabresi, che salgono sul podio per raccontare come hanno sviluppato le loro relazioni nei rispettivi atenei di provenienza. E c’è ancora Dossetti in quella dello studente di Arcavacata; ci sono due campioni della fede, come Mons. Ferro e don Calabrò, in quella dello studente della Mediterranea di Reggio; ci sono i concetti concatenati di pace, salute e ambiente, nella relazione del giovanissimo medico fresco di laurea a Catanzaro.
In tutt’e tre le Università era entrato, per spiegare il Meeting- nella preparazione di un anno c’è anche questo – don Guido Quintieri, l’anima vera di questo piccolo miracolo che per il secondo anno si materializza a Bonifati. Dove i tre atenei calabresi si uniscono per parlare di una pace che non è slogan informe, ma impegno tangibile nelle scelte di ogni giorno. Di Bonifati don Guido è parroco, nella Diocesi di San Marco Argentano – Scalea è responsabile dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro. E a Bonifati si uniscono anche le rappresentanti del Progetto Policoro di Calabria e Basilicata: giovani, Vangelo, lavoro cercati, e trovati, nel cuore delle persone e della loro inimmaginabile creatività. Come dimostrano alcune bellissime storie raccontate con un video o raccontate di persona.

