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Ieri la "prima" dell'esecuzione a Cremenaga (Va), in una serata di grade spiritualità e preghiera

È calabrese l’autore del primo Inno in onore di Papa Leone XIV

S’intitola “Leone di Cristo” ed è il primo Inno dedicato a Papa Prevost. Lo ha composto il musicista calabrese Stefano Cropanese, ed è stato eseguito per la prima volta ieri sera, dal Coro Polifonico “Don Giorgio Quaglia” nella chiesa SS. Annunziata di Cremenaga (Va), in occasione – ça va sans dire – del primo anniversario di Pontificato di Leone XIV.

 Una serata di grande preghiera e spiritualità in musica, promossa dalla Comunità Pastorale “Quattro Evangelisti”, nel corso della quale, oltre al brano “Leone di Cristo” (per il quale è stato concesso il bis in un tripudio di applausi), sono stati eseguiti la “Missa Brevis” a 4 voci dispari, composta dallo stesso Cropanese, e altri brani ispirati alla Sacra Scrittura, proposti tra le letture di brani tratti dal Vangelo, scelti per poter  meditare sul significato del ministero Petrino, e di alcuni scritti di Papa Leone XIV. Letture e presentazione, curate da Anna Politi. La serata, con la partecipazione straordinaria della violinista Natalia Carpenco, è stata realizzata in collaborazione col Comune di Cremenaga e dell’Associazione Culturale Reatium.

Il musicista calabrese Stefano Cropanese, autore di “Leone di Cristo”: il canto processionate o assembleare, destinato a momenti solenni di preghiera comunitaria, è il primo Inno composto in onore di Papa Leone XIV.

Maestro Cropanese, com’è nata l’idea dell’Inno per Papa Leone? 

Mi piace dire, innanzitutto, che questo brano è stato “concepito” in Calabria, nell’estate 2025, ed è stato “partorito” in Lombardia, dopo una “gestazione musicale” di circa nove mesi. Ho voluto omaggiare Papa Leone XIV, mediante questa composizione polifonica, per vari motivi. Innanzitutto, per la provenienza agostiniana del Papa: sappiamo bene quanto sia stata indispensabile l’opera di Sant’Agostino durante il ministero petrino del calabrese San Zosimo (18 marzo 417 – 26 dicembre 418). Proprio grazie al sostegno teologico di S. Agostino, Papa San Zosimo poté definitivamente scomunicare gli eretici Pelagio e Celestio. Ma non solo per questo! Papa Leone XIV porta il nome di Papa San Leone Magno il quale, ancora Accolito, venne inviato da San Zosimo in Africa, al fine di consegnare direttamente al Vescovo Aurelio, in rappresentanza di tutto l’episcopato africano, la Lettera Enciclica Tractoria. L’ultimo motivo che mi ha spinto a dedicare questo brano a Papa Leone è il forte legame del Missionario Apostolico Don Matteo Lamanna (1710-1772), a me tanto caro, con l’Ordine degli Agostiniani. Come ho ampliamente scritto nei miei vari libri – in particolare in quelli incentrati sulla figura e l’operato di questo grandissimo Sacerdote calabrese, antesignano del Cristianesimo sociale – Don Matteo Lamanna istituì nella Chiesa del Ritiro la Confraternita dei Cinturati e delle Cinturate di Sant’Agostino e Santa Monica, dietro autorizzazione dell’allora Priore Generale degli Agostiniani. Proprio nella Chiesa del Ritiro – considerata la testimonianza più valida del Tardo Barocco in Calabria – precisamente nella prima cappella a destra, Don Matteo fece realizzare l’opera su tela della Madonna della Cintura, in mezzo a vari Santi, tra i quali, ovviamente, Sant’Agostino. 

Come si svolge la sua attività di musicista? 

Durante gli anni vissuti nell’amata terra di Calabria, parallelamente agli studi musicali, ho istituito il Coro Polifonico “Don Matteo Lamanna”. Negli anni successivi al mio trasferimento in Lombardia ho istituito il Coro Polifonico “Don Giorgio Quaglia” e il Coro “Voci Bianche sul Ceresio”, precisamente a Lavena Ponte Tresa, Comune gemellato con Mesoraca (Crotone). In questa cittadina sulle rive del Lago Ceresio, sul confine con la Svizzera, viviamo numerosissime persone originarie della Calabria, ma anche da altre regioni del Mezzogiorno. 

Il maestro Stefano Cropanese, alla tastiera, dirige il Coro Polifonico “Don Giorgio Quaglia” per l’esecuzione dell’Inno “Leone di Cristo” nella Chiesa SS. Annunziata di Cremenaga (Va).

Cos’è la Comunità Pastorale “Quattro Evangelisti”? 

Lavena Ponte Tresa, è in provincia di Varese, ma fa parte della Diocesi di Como. La Comunità Pastorale comprende quattro Parrocchie, con un unico Parroco nella persona di Don Aurelio Pagani, ubicate a Lavena Ponte Tresa, Cremenaga e Ardena. 

Torna spesso in Calabria? 

Solitamente in estate. Ma, quando capita, anche in altre occasioni, avendo i genitori che risiedono a Mesoraca. 

Cosa rappresenta per lei la Calabria? 

Negli anni vissuti in Calabria ho dato tutto me stesso, per contribuire alla sua crescita, in particolare a quella del mio territorio di origine: il Crotonese. Ho pubblicato libri, ho fondato cori, ho organizzato convegni, ho promosso tante iniziative di carattere culturale, proprio per valorizzare il patrimonio cristiano: nello specifico, le figure di Don Matteo Lamanna e quella di Papa San Zosimo, nativo di Mesoraca, uno dei dieci Pontefici calabresi. Trasferitomi in Lombardia, ho continuato – e continuo ancora oggi – a lavorare in questo senso, senza assolutamente dimenticare le mie origini. A Lavena Ponte Tresa, oltre ai cori, ho istituito il Premio San Zosimo, portato avanti con l’Associazione Reatium (che riprende l’antico nome di Mesoraca=Rheatio). Nelle prime 10 edizioni, questo premio è stato conferito a personalità di fama mondiale, non solo provenienti dal mondo ecclesiastico (come Papa Francesco e numerosi Patriarchi, Cardinali e Arcivescovi) ma anche dal panorama culturale, come ad esempio: Ennio Morricone, Riccardo Muti, Giuseppe Tornatore, Andrea Bocelli, Antonino Zichichi, Claudia Koll, Sr. Maria Gloria Riva, Simona Atzori. Amo profondamente la Calabria, così come amo tantissimo la Lombardia: una terra straordinaria, in cui hanno trovato ospitalità, nel corso dei decenni, migliaia e migliaia di calabresi. 

Cos’è per lei la fede? 

È la virtù attraverso la quale l’incontro con il Signore diventa vivo: non un’esperienza teorica o astratta ma reale, che si concretizza nell’essere Chiesa, nell’affidamento totale a Dio, mediante i Sacramenti, e nell’esercizio della carità. Senza la fede non potrei comporre musica sacra, né potrei tentare di trasmettere agli altri l’amore per la musica, intesa come dono di Dio.