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Dalla Chiesa calabrese gli auguri al Santo Padre, per il primo anniversario di Pontificato

“Papa Leone XIV, guida sicura e voce limpida che parla al cuore dei credenti”

A un anno esatto dalla fumata bianca dell’8 maggio 2025, la Chiesa Calabrese rende grazie al Signore per il dono dell’elezione di Papa Leone XIV e per il primo anno del suo ministero petrino. Monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria e presidente della Cec, a nome dei confratelli vescovi, dei sacerdoti, dei diaconi, dei religiosi, delle religiose e di tutti i fedeli, ha voluto rivolgere al Santo Padre l’augurio di tutta la comunità ecclesiale calabrese: «In questo primo anno di pontificato abbiamo trovato in Papa Leone XIV una guida sicura e una voce limpida, capace di parlare al cuore dei credenti», ha dichiarato.

Papa Leone XIV con Mons. Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria – Bova e Presidente della Conferenza Episcopale Calabra.

Tra i temi che la Chiesa calabrese ha sentito particolarmente vicini c’è il richiamo costante alla pace: «Le sue parole ci hanno aiutato a non rassegnarci di fronte alla guerra e ci hanno spinto a pregare con più insistenza per i popoli che soffrono», osserva Mons. Morrone. Anche la dimensione dell’unità ha trovato accoglienza nelle diocesi calabresi: «Camminare nella comunione è un dono da custodire ogni giorno; il Papa ce lo ha ricordato con parole e gesti semplici e concreti», afferma l’Arcivescovo, riferendosi al cammino che impegna la Chiesa locale, «la Chiesa calabrese vuole raccogliere il suo invito ad essere missionaria, presente nelle strade, accanto a chi è solo o ferito dalla vita», dichiara il presule, guardando alle famiglie, ai giovani, agli anziani e ai migranti che continuano ad approdare lungo le coste calabresi.

Un’ attenzione particolare è dedicata alla riflessione di Leone XIV sull’Ai: «Le sue parole sull’intelligenza artificiale sono un richiamo a mettere sempre la persona al centro, perché nessuna tecnologia possa sostituire la dignità dell’uomo», commenta l’Arcivescovo. L’augurio della Chiesa calabrese al Successore di Pietro è quello di un cammino sereno e fecondo, sostenuto dalla preghiera del popolo di Dio. Le comunità diocesane assicurano a Leone XIV la propria vicinanza spirituale e l’impegno a camminare con lui sulle strade del Vangelo.

Mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Anche il vice presidente della CEI e Vescovo di Cassano Jonio, mons. Francesco Savino è intervenuto in occasione della prima ricorrenza dell’elezione di papa Prevost a Sommo Pontefice .

“Un anno fa, affacciandosi alla Loggia delle Benedizioni – ha affermato il vescovo Savino – Papa Leone XIV consegnò alla Chiesa e al mondo parole che non erano soltanto un soffio di benedizione, ma una vera indicazione di cammino: la pace del Cristo Risorto come pace «disarmata» e «disarmante». In quelle due espressioni è custodita una sapienza evangelica di straordinaria forza: disarmata, perché non nasce dalla potenza, dal dominio, dalla contrapposizione; disarmante, perché libera il cuore dalla paura, spegne la logica del nemico, apre varchi di fraternità là dove sembrano prevalere diffidenza, conflitto e indifferenza”.

“È questa la pace che la Chiesa è chiamata ad annunciare: non una parola di maniera – ha aggiunto il vice presidente della CEI -, non un sentimento fragile, non una tregua provvisoria, ma la forma concreta del Vangelo nella storia. Una pace che non arretra davanti alle ferite del mondo, che non tace dinanzi alle ingiustizie, che non confonde la mitezza con la debolezza.

La pace cristiana è mite perché è forte dell’amore; è umile perché non cerca di imporsi; è perseverante perché sa abitare anche le notti della storia senza cedere alla rassegnazione”. Per Mons Savino, “anche la nostra Calabria ha bisogno di una pace che disarmi le parole prima che diventino pietre, ricomponga i legami feriti, visiti le solitudini e trasformi le povertà in responsabilità condivisa.

È da questa pace che può germogliare il bene comune invocato da Papa Leone XIV: non un’idea astratta, ma una casa più giusta, fraterna e abitabile per tutti”. Al Santo Padre, il vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha fatto giungere l’affetto orante della Diocesi di Cassano all’Ionio: “il Signore lo sostenga nel suo servizio alla Chiesa universale, lo custodisca nella sapienza del discernimento, lo confermi nella forza mite del Vangelo e renda il suo pontificato sempre più segno di quella pace disarmata e disarmante di cui il mondo, oggi, ha urgente bisogno”.