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Presentata a Cosenza la biografia di padre Fabio Ciardi su Chiara Lubich

Le “Lacrime e stelle” all’origine del carisma dei Focolarini

Presentato a Cosenza il libro “Lacrime e stelle”, l’ultimo lavoro di padre Fabio Ciardi,  Professore ordinario presso l’Istituto di Teologia della vita consacrata Claretianum di Roma e  Direttore del Centro di studi dei Missionari Oblati di Maria Immacolata.

L’iniziativa, promossa dalla Diocesi, ha visto – nella Sala degli Stemmi dell’Episcopio, attigua al Museo Diocesano – la presenza di numerosi addetti ai lavori, di autorità civili e religiose, prima fra tutte l’ arcivescovo di Cosenza e Bisignano, Giovanni Checchinato.

Da sinistra, mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza e Bisignano; padre Fabio Ciardi, autore del libro “Lacrime e stelle”, e la docente Unical Maria Intrieri, moderatrice dell’incontro per la presentazione del volume.

A  gremire la bella sala, sotto lo sguardo della Madonna del Pilerio, tanti appartenenti ad aggregazioni laicali cosentine e di altre provincie calabresi. A coordinare i lavori, Maria Intrieri, docente Unical.  

Il libro “Lacrime e stelle” è la biografia della fondatrice del Movimento dei Focolari , Chiara Lubich.

Con molta semplicità ma con l’acume di un attento ricercatore, l’autore rivede la figura della protagonista, facendo  sia lei a raccontarsi. Il tutto attraverso inediti d’archivio, interviste, diari, lettere, testimonianze e foto inedite.

Ecco che, sfogliando le pagine, prendere forma l’ “idea” divenuta, nel tempo, ideale, che qui  assume la veste di memoria  biografica. Così si parte in un viaggio attraverso le tappe principali della vita della protagonista, a partire dal battesimo di Silvia, nome all’anagrafe di Chiara, che così vuole chiamarsi quando entra nel Terz’Ordine Francescano (1942-1949) . Chiara, come traspare bene dal volume, non fu soltanto la fondatrice del Movimento dei Focolari, ma anche scrittrice e mistica, con obiettivo l ‘unità fra i popoli e la fratellanza universale.

Una foto giovanile di Chiara Lubich (1920-2008), fondatrice del Movimento dei Focolarini.

Educata dalla madre alla fede cristiana, dal padre al valore delle idee, dal fratello Gino alla vita di povertà, eredita una spiccata sensibilità sociale.

 A 15 anni entra nelle file dell’ Azione Cattolica,  all’interno della quale diviene presto dirigente giovanile diocesana: con i coetanei visiterà in occasione di un convegno la Basilica della Santa Casa di Loreto. Era 1939, tappa fondamentale dell’idea del “Focolare”. La ricerca della “Verità”, l’ appassiona alla filosofia.

 Appena diplomata maestra, sogna di accedere all’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ma, per un punto, non vince il concorso per ottenere una borsa di studio.

Le testimonianze degli ex alunni e dei frati ci riportano al periodo dell’ insegnamento nelle  scuole elementari delle valli del Trentino (1938-1939) e poi a Cognola, frazione di Trento, in modo particolare nella  scuola dell’orfanotrofio gestito dai Frati Minori Cappuccini (1940-1943). 

Nell’autunno 1943 lascia l’insegnamento e si iscrive all’Università Ca’ Foscari di Venezia, continuando a dare lezioni private.

Proseguirà gli studi sino al 1945: quando  dovrà interromperli, per seguire il movimento nascente.

 Questi i fatti  narrati da Padre Fabio, fino ad arrivare al periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando  il cammino spirituale della  protagonista  prende la direzione dei  bombardamenti nella sua città di Trento. 

 L’autore lascia che sia la protagonista stessa a raccontarsi.

 Ne nasce così una sorta di “autobiografia”, possibile grazie ai molti scritti di Chiara Lubich : si tratta di appunti, diari, lettere, interviste. Numerosi gli inediti.  Ciò consente di entrare nell’intimo del suo vissuto, nelle esperienze più profonde, dagli inizi fino al 1962, quando la sua “Idea” raggiunge il primo riconoscimento ecclesiale.

La copertina del libro di Fabio Ciardi su Chiara Lubich, presentato a Cosenza su iniziativa dell’Arcidiocesi.

“Stelle e lacrime “ , una meditazione di Chiara che, oltre a dare titolo al libro, fa rivivere quanto avvenuto realmente il 13 maggio 1944 a Gocciadoro, altura su Trento: le sue lacrime, per essersi separata dalla famiglia, fuggendo dai bombardamenti e le stelle che illuminavano quella notte.  L’amore a Gesù Crocifisso (Abbandonato) la porta ad accettare e amare quel dolore.

Quest’esperienza segna una tappa fondamentale nella formazione  di una nuova comunità orientata al vangelo. 

Con lei, quella notte, solo uno zaino blu e il vangelo, avendo dovuto lasciare tutto sotto i bombardamenti. Il suo sguardo al cielo, di stella in stella ,aumenta la notte ; la sua casa è in fiamme e la città crolla. Lei è lì:  nei suoi occhi solo stelle e lacrime. Nel suo cuore una sola certezza: “Tutto vince l’amore”.

Scriveva: “Tutto il resto che accade della mia vita non mi tocca: uno solo è il mio desiderio, la mia passione: che l ‘ Amore sia amato. Sento la mia impotenza, ma l’abbandono a Dio. Tutto fondo su una fede che non crolla: credo all’ Amore di Dio. 

 Credo che Dio mi ama e in nome di quest’Amore domando alla mia vita ed alla vita di quelle anime che camminano nel mio Ideale, cose grandi, degne di chi sa di essere amato da un Dio che è DioAmoreOnnipotente!”. Era il gennaio  del 1945.

Con questo libro l’autore, che ha conosciuto personalmente Chiara, si propone di dare una nuova chiave di lettura della Serva di Dio.  Donna del dialogo che al suo invito all’unità dei carismi,  porta tutti a farsi tipicità della sua spiritualità.