Home » Nel nome di Lilli per prevenire, curare e sconfiggere il cancro

Al via domani a Cosenza il 20esimo Convegno della Fondazione. Quest'anno il focus è su presa in carico e assistenza al paziente al tempo dell'Intelligenza Artificiale

Nel nome di Lilli per prevenire, curare e sconfiggere il cancro

 Ci sono scelte di fondo che hanno caratterizzato la natura e lo svolgimento dei venti convegni scientifici in memoria di LILLI che si sono tenuti dal 2004 ad oggi, con un buco determinato dalla esplosione dell’epidemia da COVID che ha reso impossibile per due anni, qualunque manifestazione pubblica partecipata su scala regionale o nazionale.

Lo schema organizzativo si è articolato costantemente attorno a due filoni: il primo ha avuto per protagonisti scienziati, specialisti ed esperti di chiara fama ( il professor Giovanni Gasbarrini, il professor Paolo Montemaggi, l’oncologa prof.ssa Franca Melfi, il professor Angelo Porreca, il rettore dell’Unical ing. Gianluigi Greco, ecc.) per analisi ed approfondimenti sulle tematiche relative alle patologie oncologiche e sulla situazione delle reti dei servizi socio sanitari attraverso i quali dare risposte più adeguate ad una fascia crescente di persone che, nel proprio percorso esistenziale, si sono imbattute, spesso con esiti infausti, con il male del secolo, il tumore.

Lilli Funaro, la giovane studentessa cosentina volata in cielo nel 2004: la Fondazione che porta il suo nome ha inteso promuovere ricerca (con l’assegnazione di Borse di studio), conoscenza e dialogo multidisciplinare nella lotta contro il cancro.

Tra queste persone è compresa LILLI, la giovane studentessa, laureanda in Medicina, che ha vissuto con Fede, serenità e coraggio la sua esperienza umana dal 1997 al 2004, volando in Cielo col sorriso sulle labbra. A lei è stata dedicata  la Fondazione.

Il secondo filone si è incentrato sui giovani ricercatori che, in numerosi casi, dopo la spinta iniziale derivante dall’utilizzo delle borse di studio annualmente assegnate, previo bando pubblico, dalla Fondazione, hanno avviato e realizzato percorsi di formazione più avanzati, pervenendo a risultati di straordinaria rilevanza personale e professionale. 

Un dato qualificante è l’attenzione con cui la Fondazione “ segue” la fase di utilizzazione delle borse di studio: i vincitori sono infatti tenuti a partecipare al convegno scientifico immediatamente successivo con una relazione con la quale si concretizza una sorta di verifica pubblica del lavoro svolto e dei risultati raggiunti.

L’attualità è stata un riferimento importante nella scelta delle strategie e dei programmi.

Il 19º e il 20º convegno scientifico, organizzati negli anni 2025 e 2026, hanno risentito della fase storica attuale in cui ha preso corpo e consistenza la Facoltà di Medicina, radicata ormai presso l’Università della Calabria, ad Arcavalcata di Rende, portando con sé un’attenzione ed un respiro nuovo, per come desumibile da termini come innovazione, ricerca, intelligenza artificiale, diventati oggetto di specifici approfondimenti di ordine programmatico e strategico. 

La due-giorni promossa dalla Fondazione Lilli a Cosenza guarda quest’anno alla necessità di guardare, accanto alle tecnologie emergenti, alla capacità del territorio di integrare ricerca, reti cliniche e presa in carico dei pazienti in maniera efficace e omogenea.

La riprova si coglie immediatamente attraverso i titoli che rappresentano in sintesi l’obiettivo tematico posto a base di ciascun convegno annuale.

Per il 2025, il titolo del convegno è: “ Dall’Intelligenza Artificiale alla Chirurgia robotica: quali prospettive nella lotta contro i tumori”.

Per il 2026, il titolo è: “ Prendersi cura: il valore della presa in carico e dell’assistenza al paziente di fronte ai cambiamenti determinati dall’intelligenza artificiale”.

Sono mutati, almeno in parte, anche i protagonisti con un arricchimento umano e culturale che fa sperare bene per il futuro.

Un appuntamento di particolare significato è quello relativo ad una riflessione di natura etica, sociale e religiosa, che viene tenuta in apertura di ciascun convegno annuale affidandone normalmente la trattazione ad un Presule particolarmente attento ai problemi della comunità regionale, alla sua storia,  alle sue tradizioni e ai suoi valori. 

Nel periodo post COVID sono intervenuti il vescovo emerito di Mileto, Tropea e Nicotera mons. Luigi Renzo che nel 2022 ha svolto una relazione sul tema:               “Don  Francesco Mottola – un apostolo Calabrese di fronte alla malattia e alla sofferenza”. Don Mottola, oggi Beato, ha tenuto accesa per 27 anni, dal 1942 al 1969, la “ parva favilla” alimentata dal suo Amore per Gesu’, la Madonna e il prossimo.

Nel 2024, mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano e vice Presidente della Conferenza episcopale italiana, ha trattato un tema di acuta attualità dal titolo.       “ Nella sanità una situazione di allarmante divaricazione tra Nord e Sud del Paese.        In Calabria si muore per un’autoambulanza. Che fare ?”

Nel convegno di quest’anno interviene l’arcivescovo di Cosenza e Bisignano, mons. Giovanni Checchinato che si sofferma su un tema che ripercorre la sua esperienza pastorale: “ Un Presule in mezzo ai problemi della gente: dagli invisibili, alla sanità, al mondo del lavoro e alla lotta contro le mafie”.

L’apertura del convegno avverrà con un collegamento da remoto col prof. Giovanni Gasbarrini al quale sarà consegnato un Attestato di Benemerenza con Encomio Solenne, per essere stato per 20 anni guida e protagonista indiscusso in tutti i  Convegni Scientifici in memoria di LILLI.