Home » Ecco la comunità religiosa che ha “riaperto” il Convento di San Francesco di Paola a Casali del Manco (CS), disabitato dai Minimi da 200 anni

È la Fraternità degli "Amici di Gesù Buon Pastore" formata da tre sacerdoti e sei suore

Ecco la comunità religiosa che ha “riaperto” il Convento di San Francesco di Paola a Casali del Manco (CS), disabitato dai Minimi da 200 anni

La “Fraternità degli Amici di Gesù Buon Pastore”, una comunità mista composta da tre sacerdoti e sei suore, dal 30 maggio 2025 vive nell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, ospite del convento di San Francesco di Paola a Pedace (Cs).
L’abbiamo raggiunta per conoscere più da vicino la loro storia e il sogno che li anima: generare spazi di misericordia, occasioni di prossimità, luoghi di guarigione del cuore.

La Fraternità degli Amici di Gesù Buon Pastore che si è stabilita a Padace, uno dei cinque ex comuni della Presila cosentina che nel 2017 hanno dato vita ad un’unico comune: Casali del Manco.

Quando e per opera di chi nasce la Comunità degli Amici di Gesù Buon Pastore?
La Fraternità nasce come ispirazione nel 2001. Il nostro fondatore Padre Maurizio Vaccaro, sacerdote della Diocesi di Messina, sente la chiamata particolare da parte del Signore a iniziare questa realtà; e, dopo essersi confrontato con l’allora Arcivescovo di Messina, Mons Giovanni Marra, e il Vescovo Ausiliare, Mons. Francesco Montenegro (oggi Cardinale), l’1 marzo 2001 pronuncia il suo “Sì” alla volontà del Signore. Nel 2009 si unisce Domenico Greco, giovane della Diocesi di Cosenza-Bisignano e, insieme, iniziano ufficialmente la vita comunitaria. Domenico Greco viene scelto come cofondatore; il 28 Giugno 2019 viene ordinato sacerdote nella Cattedrale di Messina.
Nel 2010 anche Madre Marilù Greco, sorella di Padre Domenico, si sente chiamata alla Fraternità.
Noi siamo infatti una realtà mista, fatta di frati e suore. Attualmente siamo 3 frati sacerdoti e 6 suore.

Come è organizzata la vostra comunità?
Come ogni comunità religiosa anche la vita della nostra comunità è scandita dai vari orari di preghiera, meditazione, servizi interni ed esterni.
Sottolineiamo lo stile di famiglia, per questo preferiamo chiamarla Fraternità e non comunità, e come ogni famiglia ognuno, a turno, svolge il proprio servizio, cucinare, pulire gli ambienti, preparare la colazione, fare la lavanderia, pulire i piatti, ecc. Senza distinzione di sesso o ruolo, tutti sorelle e fratelli, responsabili e non.
Oltre agli impegni interni ci sono quelli esterni, come momenti di evangelizzazione, animazione di adorazione eucaristica o momenti di preghiera, missioni parrocchiali, lì dove siamo invitati.

Avete una Regola? quali i punti principali?
Abbiamo delle Costituzioni che sono state consegnate al Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
Nelle Costituzioni ci sono i punti principali della nostra vita:
– preghiera
– accoglienza
– penitenza
– lavoro
– evangelizzazione
– cammino di formazione
– i voti religiosi: povertà, castità e obbedienza. A questi voti noi aggiungiamo il voto specifico della Fraternità che è la Misericordia.
Nelle Costituzioni si parla del nostro carisma: “Prolungare il ministero di Gesù Buon Pastore che va alla ricerca della pecorella smarrita e come Buon Samaritano si china per guarire i cuori feriti”.
Il ministero della Fraternità è anche un servizio pastorale di evangelizzazione, intercessione, consolazione, guarigione dei cuori, accompagnamento spirituale.

Suore e Frati della Fraternità “Amici di Gesù Buon Pastore”

Le origini del nome?
la Fraternità si chiama “Amici di Gesù Buon Pastore” perché fa proprie le parole di Gesù “Io sono il Buon Pastore” (Gv 10,14-16) e “non vi chiamo più servi ma amici” (Gv 15,12-17)

Quali sono i “rami” che compongono la Fraternità?
Frati e suore, consacrati secolari, aggregati: sacerdoti diocesani, diaconi permanenti, famiglie e laici.

Il vostro abito richiama il saio francescano. In che modo siete legati a San Francesco?
il nostro abito ci ricorda la nostra scelta:
– il colore ocra del saio ricorda che il seme muore per portare frutto e noi siamo chiamati a morire a noi stessi per portare frutti di Misericordia;
– lo scapolare marrone, oltre a ricordare la terra sotto cui il seme muore, è segno di consacrazione a Maria;
– il cingolo è il segno della castità;
– la corona del Rosario richiama la nostra vita di preghiera.

Come la spiritualità di san Francesco s’incontra con Gesù Buon Pastore?
La nostra spiritualità è:
– francescana: viviamo i contenuti della spirituale di San Francesco: imitazione di Cristo, povertà, penitenza, misericordia verso il peccatore, missione alle genti diretta alla salvezza e alla santificazione delle anime
– mariana: da Maria impariamo gli atteggiamenti di misericordia, intercessione, compassione, accoglienza

Il Convento di Pedace nel quale, da maggio 2025, abita la comunità religiosa degli Amici di Gesù Buon Pastore.



Da dove nasce la scelta di vivere a Cosenza?

Nel 2024 P. Domenico e M. Marilù, originari di Rogliano (CS), sono passati a conoscere e salutare S.E. Mons Giovanni Checchinato, Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, il quale, rimanendo colpito dalla nostra storia, dalla nostra chiamata e ciò che portavamo nel cuore, ci ha proposto di abitare il Convento di San Francesco di Paola a Pedace nel Comune di  Casali del Manco, che da più di 200 anni non era più abitato dai Frati Minimi di San Francesco di Paola, e ci ha accolto in Diocesi con grande paternità. Così oggi questo luogo torna a rinascere e a diventare un’oasi di spiritualità e di pace per tutti coloro che hanno bisogno di guarire il loro cuore ferito e fare esperienza di Dio Padre e Misericordioso.

Come siete stati accolti dalla comunità cosentina?
Siamo stati accolti con tanta gioia, affetto e stima soprattutto dai sacerdoti e consacrati. L’Arcivescovo, mons. Giovanni Checchinato, con immensa gioia ha sposato pienamente il nostro carisma e ci sta vicino non solo con la sua presenza ma anche con il suo paterno affetto ei suoi preziosi consigli. In Diocesi ci sentiamo in famiglia.

Qual è il sogno che sperate di realizzare a Cosenza (o altrove?)
Sono tanti i progetti che abbiamo in cantiere. Il progetto più grande, che fin dall’inizio il Signore ha messo nel cuore del nostro fondatore ed oggi è di tutta la Fraternità, è la realizzazione del “Villaggio della Misericordia” un luogo (più casette e una chiesa) dove accogliere per un periodo di tempo persone che hanno bisogno di guarigione del cuore, di ascolto, di fraternità. Un luogo dove “l’unica legge” è la Misericordia.