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Inaugurata a Catanzaro la mostra sul maestro del "decollage", a vent'anni dalla morte

Mimmo Rotella, quando gli strappi “aggiustano” l’arte

Scriveva il Beato  Francesco Mottola: “Ho per gli artisti una predilezione, perché fra santità e arte ho visto sempre  una meravigliosa analogia, che mi fa tremare lo spirito”.

La Calabria di artisti ne ha avuto diversi, fra questi il catanzarese Mimmo Rotella.

Mimmo Rotella (1918-2006)

Nasce nel 1918 a Catanzaro  da una famiglia della media borghesia.

Dopo gli inizi figurativi e le prime sperimentazioni,  trasferitosi a Roma inizia a dipingere quadri astratto-geometrici ispirati alle opere di Vasilij Kandinskij e Piet Mondrian.

Nel 1947 partecipa alle prime esposizioni nell’ambito dell’ Art Club. Nel 1949 si dedica ad esperimenti di poesia fonetica, che denomina epistaltica (un neologismo inventato dall’artista), del quale nello stesso anno redige il Manifesto.

“Autoritratto napoleonico” di Mimmo Rotella.

Dagli anni 50 agli anni 90 è un susseguirsi di sperimentazioni e successi. Che lo porteranno a diventare il grande maestro del décollage. Divenendo protagonista nel mondo dell’arte internazionale.

Nel  2000, per volontà del maestro,  nasce la Fondazione Mimmo Rotella. 

A vent’anni dalla sua morte  – avvenuta   l’8 gennaio 2006 all’età di ottantasette anni – la Calabria, e in modo particolare la sua città natale, Catanzaro, hanno voluto “regalare” il Maestro con una interessante mostra. 

L’evento è stato preceduto da un incontro Palazzo de Nobili, dove Il sindaco, Nicola Fiorita, ha accolto Asya Rotella, attrice e figlia del compianto artista.

“Il motociclista” (scultura in bronzo di Mimmo Rotella).

L’inaugurazione si è tenuta mercoledì 8 gennaio 2026, presso la Casa  della Memoria di Catanzaro, casa-museo dove l’artista è cresciuto accanto alla madre modista. 

 Mimmo Rotella, artista poliedrico, è riconosciuto per le sue opere tra i maggiori protagonisti della scena artistica internazionale: per questo motivo, la Fondazione a lui intitolata ha voluto rendere omaggio al grande artista con il progetto espositivo Autorotella, curato da Alberto Fiz. Intitolare  la rassegna Autorotella è un omaggio all’autobiografia dell’artista, che racconta in forma diarista gli avvenimenti che l’hanno coinvolto tra il 1966 e il 1970. 

 La rassegna, che rimarrà aperta fino al 29 marzo 2026, propone al pubblico una serie di opere conservate all’interno della Casa della Memoria, oltre alcuni pezzi messi  a disposizione dalla Fondazione Mimmo Rotella. 

Ritratto dell’artista catanzarese con la figlia Asya sulle spalle.

Le opere selezionate spaziano in un percorso che va dal 1969 al 1999 e propongono al visitatore un compendio di metodi e tecniche, spaziando dagli Autoportrait, tele sulla quale il maestro sperimenta la tecnica di mischiare colori del 1969, all’Autoritratto napoleonico realizzato su Lamiera dove sperimenta la tecnica del décollage (che “inventò” prelevando dai muri di Roma e incollando sulla tela pezzi di manifesti strappati per strada, rielaborandoli poi in studio).

Altra opera su lamiera – seguita da alcuni disegni autoironici e caricaturali – è il ritratto dell’artista con la figlia sulle spalle.

È possibile vedere anche una scultura di bronzo, intitolata “Il motociclista.”  

Autorotella è un percorso fra le opere del maestro  e  la  trasgressione che lo ha contraddistinto. Questa  mostra è un’ opportunità per approfondire la figura del grande maestro e capire la sua arte fra emozioni, pensieri e idee in modo unico e personale.