Un'anima contemplativa pronta a spendersi concretamente per il bene comune
Fioretta Mazzei, una “guida” all’impegno in politica nel nome di La Pira“Io difendo i deboli, perché i forti si difendono anche da soli”, amava ripetere Fioretta Mazzei, figura di spicco del cattolicesimo sociale. È stata una delle grandi protagoniste della storia politica e istituzionale di Firenze, storica collaboratrice di Giorgio La Pira. Una vita dedicata alla politica e al sociale, quella di Fioretta: consigliere comunale, più volte assessore (Gioventù e Cultura, Pubblica Istruzione, Sicurezza Sociale), attiva promotrice accanto a La Pira, il “sindaco santo”, dei progetti per la pace in Medio Oriente e la distensione fra i blocchi durante la Guerra fredda. Nel corso dei suoi viaggi incontrò importanti personalità politiche, come Golda Meir, Maometto V, Hassan II, intellettuali laici e cattolici, teologi.

A 102 anni della sua nascita, Giovanna Carocci, amica e collaboratrice della Mazzei, racconta: “Fioretta la conobbi nella sua casa nel 1977 e da allora, fino alla sua morte, non l’ho più lasciata. Ho vissuto accanto a lei un’esperienza unica vedendo il Vangelo incarnarsi nella quotidianità: dall’impegno politico all’attenzione agli ultimi e ai più fragili. Sullo sfondo la figura gigantesca di La Pira che scrisse a Fioretta 400 lettere a testimonianza di una comunione d’intenti profonda e schietta. Volle operare nel nascondimento, ma con grande forza e concretezza. La sua era un’anima contemplativa che non disdegnò mai l’impegno in presa diretta, il confronto e l’agire solerte verso gli emarginati e i poveri. Ricordo che una sera era a casa sua e suonarono alla porta. Di fronte a noi, una mamma polacca, incinta con un bimbo per mano che chiedeva ospitalità. Fu accolta. Rimase nella sua casa per due anni, e come lei tante altre mamme. Il segno di una sensibilità profonda verso la vita nascente e la maternità che furono uno dei tratti caratteristici della sua forte personalità.

Non rinunciò mai all’insegnamento, perché era convinta che la prima missione fosse formare i giovani, stare accanto a loro anche con l’esempio della propria vita ispirata a Cristo. Fu a casa sua che conobbi anche Carlo Casini, che muoveva allora i primi passi con il Movimento per la vita. Era il 1979, e Fioretta fu sempre accanto a Carlo come consigliera e ispiratrice. Dal bene nasce il bene”.
Amica di don Giulio Facibeni, don Lorenzo Milani e di don Raffaele Bensi, che si è interrogata sul senso della laicità cristiana e sul compito dei laici nella società e nella storia. Nel 1978, Fioretta dà vita alla Fondazione La Pira, di cui sarà presidente fino alla morte, e in questa veste continuò a girare in lungo e in largo l’Italia chiamata e cercata ovunque, perché i principi e la testimonianza spirituale e politica di lui vengono da lei incarnati in pienezza e creatività tali da dimostrarsi capaci di decifrare un altro tempo ed altre sfide, continuando ad alimentare ed innervare l’impegno dei laici cristiani in una diversa fase storica.

