Lo storico incontro di otto secoli fa tra il poverello d'Assisi e Malik al-Kamil continua ad interrogarci
San Francesco e il sultano, la pace cercataIn questi giorni, decisamente drammatici per quello che accade a Gaza, in cui le lancette dell’orologio si sono fermate all’ora più buia della storia, mi sono ritrovato ad Assisi. Durante la permanenza, mi sono cimentato in una intervista immaginaria a San Francesco. Un impresa non certamente facile. “Ben trovato Francesco, può raccontarci qualcosa della sua storia? “Prima di essere un santo ero il figlio di un ricco commerciante e ciò mi portava a condurre una vita in cui non mi mancava nulla, se non l’amore e la felicità. Decisi, così, di spogliarmi di tutti i miei beni e di diventare una persona migliore, conducendo una vita in totale armonia di spirito. È proprio per questo motivo che venni deriso e soprannominato “il poverello d’Assisi”.

Senta, potrebbe avere l’amabilità di dirci come è riuscito a convertirsi? Francesco non si scompone, mi fissa e dice: “È successo durante il mio soggiorno a Gubbio, in cui ho incontrato innumerevoli persone bisognose che mi hanno spinto ad essere altruista. Mi ha aiutato a dare una mano ai lebbrosi, mentre la gente li definiva un abominio e li allontanava”. È conosciuto anche per altre cose.”Si, sono conosciuto come amante e protettore degli animali. Predicavo agli uccelli, ho domato un lupo e parlavo con qualsiasi animale fosse disposto ad ascoltarmi. La nostra intervista va avanti: Ha mai scritto delle opere? “Sì, scrivevo lodi e cantici ed uno dei più famosi è: “Il Cantico delle Creature”.

Senta un’ultima cosa: al mondo di oggi cosa si sente di dire: “Amatevi gli uni altri, come io ho amato voi”. E a proposito della guerra nella striscia di Gaza, si racconta che nel corso della quinta crociata, Francesco d’Assisi incontrò il Sultano d’Egitto Malik al-Kāmil. In piena crociata, in Egitto, un semplice frate di Assisi decise di oltrepassare la frontiera del campo crociato e incontrare il capo della fazione avversa, armato solo del suo saio e della sua fede. È il celebre incontro tra Francesco e il Sultano. Un incontro che, dopo otto secoli, non smette di interrogarci. Quale era lo spirito che ha accompagnato il Santo d’Assisi? E cosa dice oggi a noi quel famoso evento? Non diciamo altro, non azzardiamo ipotesi buone per un romanzo, ma che non servono alla storia. Francesco, si allontana e mi dice: “Fai anche tu il bravo”.